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La Germania non comanda nell’Ue

Il paese è troppo diviso per dettare legge a Bruxelles, scrive l’Economist

22 Luglio 2019 alle 09:23

La Germania non comanda nell’Ue

LaPresse

“Si sente l’eco della ‘Cavalcata delle Valchirie’ di Wagner a Bruxelles in questi giorni”, scrive l’Economist a proposito della nomina di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea: “Le macchine Mercedes con le targhe tedesche vanno su e giù per le strade di Bruxelles… L’ex ministro della Difesa in fondo è una figlia del Parlamento europeo: è cresciuta lì vicino, dato che suo padre dirigeva la commissione per la Concorrenza”. Viene spesso raccontato che la Germania governa l’Ue: Angela Merkel è stata il leader dominante del blocco per molti anni, e alcuni tra i ruoli di maggiore potere ai vertici delle agenzie europee sono ricoperti da tedeschi. Tutti i paesi dell’Ue, quelli del nord come quelli del sud, rimproverano la Germania per tutto ciò che non funziona nell’Unione. Tuttavia, non è vero che il paese ha il potere assoluto in Europa, e vari indicatori lo dimostrano. Ad esempio, i funzionari italiani, spagnoli e belgi al Parlamento e alla Commissione in proporzione sono di più dei tedeschi. I direttori generali delle commissioni di origine italiana sono più numerosi di quelli tedeschi. La Germania non ottiene sempre ciò che vuole dall’Ue, come si è visto dalla politica monetaria della Bce che ha disgustato molti risparmiatori tedeschi. Anche la composizione dei nuovi vertici europei non è poi così filo-tedesca: gli istinti federalisti di Ursula von der Leyen la rendono più simile a Macron che alla Merkel, il nuovo capo della Bce, Christine Lagarde, è francese e inoltre il presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, e il responsabile della politica estera dell’Ue, lo spagnolo Josep Borrell, sono entrambi più vicini a Parigi che a Berlino.

  

Perché la Germania è meno forte di quello che sembra? Innanzitutto, le dimensioni possono essere una debolezza: è troppo piccola per dominare l’Europa, ma è abbastanza grande da farlo temere agli altri paesi del blocco. Inoltre, il potere in Germania è meno centralizzato rispetto all’America o alla Francia, che hanno entrambe un esecutivo molto potente. L’opinione pubblica tedesca è più frammentata di quello che sembra, e il governo della Merkel ha molti critici interni che condividono le stesse preoccupazioni dei paesi del sud Europa. L’opinione pubblica è talmente divisa in Germania che la Merkel ha dovuto gestire una crisi dopo l’altra, e non ha mai offerto una visione. La Germania non ha avuto una posizione forte e decisa sui grandi temi europei: l’Euro, la tecnologia, la difesa, la politica estera. “Tutto questo non cambierà con la von der Leyen – conclude l’Economist –. La nuova presidente però può combattere il disinteresse dei suoi compatrioti spiegando la necessità di riformare l’Ue e di accelerare il processo di integrazione. Questo potrebbe produrre non un’Europa più tedesca ma una Germania più europea”.

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