Foto di Caroline Brehman, via Ansa 

terrazzo

Metti Brad Pitt tra musica e bocce in Costa Azzurra

Enrico Ratto

La tenuta nel cuore della Provenza dell'ex coppia più famosa di Hollywood torna a rinascere. I Miraval Studios avranno una consolle visionaria e una sala di registrazione con tanto legno e pietra a vista

Il sud della Francia è quel luogo dove si finisce sempre per dipingere quadri, scrivere libri e, può capitare, registrare musica. I Rolling Stones in fuga dal fisco inglese avevano affittato Villa Nellcote  - oggi nella lista dei beni confiscati agli oligarchi – a Villefranche sur Mer per registrare “Exile on Main Street” (quell’esilio, come lo chiamano, ampiamente documentato dal fotografo Dominique Tarlé). Ma anche i Pink Floyd, i Cure, gli Who, i Muse, gli AC/DC, Nick Cave sono arrivati in Provenza per registrare tra i vigneti. Tra i great escapes del mondo musicale ci sono infatti i Miraval Studios, all’interno dello Chateau Miraval, cuore della Provenza, nido da sessanta milioni per Brad Pitt e Angelina Jolie (molti ricordano ancora l’elicottero che faceva la spola tra la tenuta e il tetto dell’ospedale Lenval di Nizza, nei giorni della nascita dei gemelli). 

 

Ma insomma, dopo la fine della favola fra tribunali e cessione di quote, la notizia è che oggi, dopo vent’anni in stato di abbandono, i Miraval Studios sono rinati. Brad Pitt ha infatti trovato un socio, Damien Quintard, trentunenne produttore parigino con ottimo curriculum, collaborazioni con Brian Eno, un Grammy, aspetto minimal e relazioni trasversali tra arte contemporanea e musica, e insieme hanno ricostruito uno degli studi più avanzati al mondo per produrre musica. Progettista: Brad Pitt, e per provarne il reale coinvolgimento sul profilo Instagram degli studi da giorni circolano le foto dell’attore, matita in mano, seduto di fronte a grandi planimetrie aperte sugli enormi tavoli delle immense sale del castello.

 

È tutto iper ai Miraval Studios, ma su misura. Una consolle visionaria ribattezzata “The Spaceship”, si parla di un ibrido tra analogico e digitale che sarà il nuovo standard per chi vorrà fare in musica in futuro, una sala di registrazione da trecento metri quadrati, altezza otto metri e, soprattutto, parecchio organica. Tanto legno, cemento bianco, pietra a vista, finestre curve alla Niemeyer aperte sui vigneti in cui da anni si produce il rosé, primo investimento sicuro dei Brangelina.

 

Altro che le cantine fumose dove gli Stones registravano “Ventilator Blues”, con quarantacinque gradi. “Abbiamo voluto ricreare quell’aspetto di comunità e continuità con la natura che ha reso lo Studio Miraval un rifugio di creatività nel suo periodo di massimo splendore” ha dichiarato Brad Pitt, progettista e committente esigente, ha dato a Damien Quintard solo un anno di tempo per portare in Provenza il meglio della tecnologia musicale, ma lui ce l’ha fatta. Noleggiare lo studio, naturalmente, significa anche vivere un’esperienza immersiva fatta di uscite tra i viali della tenuta, duemila acri nei quali è facile perdersi, buon cibo e vino autoctono. E lunghe partite a petanques, pare infatti che molte delle idee del progettista Pitt e del suo socio Quintard siano nate durante le loro sfide sui campi da bocce improvvisati.

Di più su questi argomenti: