Se pensate che Pitt che rivuole Aniston sia una favola, vi meritate Amadeus

Simonetta Sciandivasci

Il patriarcato preterintenzionale e le storie che tornano

Fossimo un paese dove il patriarcato preterintenzionale è una malattia di cui soffrono soltanto i conduttori televisivi e non pure quelle che li accusano di svilire il ruolo femminile, le nostre parlamentari non scriverebbero lettere ad Amadeus. E invece siamo quel tipo di paese, e quindi domenica le parlamentari di tutte le forze politiche hanno diffuso la missiva nella quale chiedono al presentatore del prossimo festival di Sanremo di scusarsi per aver detto che della sua valletta gli piacciono la bellezza e la capacità di starsene “un passo indietro”.

 

Fossimo quel paese, ieri non ci saremmo svegliati con le bolle social di tutti intasate dalle foto di Jennifer Aniston e Brad Pitt alla cerimonia dei Sag Awards, con lui che quasi piange mentre parla lei e lei parimenti, lui che abbraccia lei e lei parimenti, lui afferra lei. E a quel punto lei altro che parimenti, gli tiene le spalle e va via, mentre lui vorrebbe che lei facesse un passo indietro e, almeno secondo noi che siamo molto femministe e stanche dei ruoli “triti” e delle favole con il lieto fine eccetera eccetera, lui vorrebbe tornare con lei, riamarla, rionorarla per tutta la vita, dopo quella pluriennale parentesi al fianco di Angelina Jolie, per amore della quale aveva lasciato Aniston e spezzato il cuore a tutte le ragazze del mondo che erano state felici di vedere che un bellone come lui si fosse innamorato di Aniston, bella ma imperfetta, umana. Ieri era tutto un “Ridateci la favola” su tutti i social e tutti i network e se per caso qualcuno volesse fare mai un’indagine su femministe reali e femministe percepite potrà agilmente rilevare che le stesse indignate da Amadeus vorrebbero che Aniston e Pitt tornassero insieme per dar loro la favola. Questa: i divi hollywoodiani, dopo essersi lasciati perché lui si era innamorato di una passivo-aggressiva matta e lacrimosa, e cioè Jolie, si rimettono insieme perché lui torna a casa dal primo grande amore, una che non piange e non s’adombra neanche se le mangiano il cuore con un cucchiaio, e cioè Aniston.

 

La lettera delle parlamentari allarmate dal patriarcato preterintenzionale del nostro paese, allora, avrebbe dovuto essere indirizzata ad Aniston, e recitare così: “Gentile Jennifer, per carità, non lo faccia. Non se lo riprenda. Ammesso che lui la rivoglia indietro e non abbia solo voluto dare spettacolo, e dimostrare che voi vi amate di quell’amore civile che in una memoria difensiva si chiama sostegno e a cena con le amiche si chiama ma che accidenti vuole adesso questo. Please, Aniston, debelli la piaga che nel nostro paese affligge le migliori menti di maschi e femmine per via di una canzone sulle donne che fa “non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro sì” e della stampa di costume che ha sempre sostenuto che i maschi tornano, convincendoci che l’amore dei pentiti va accolto, e che il cuore grande delle ragazze deve perdonare le scappatelle di quelli che le abbandonano per quelle che forniscono loro più brividi, convinti che se non brillano più non è colpa loro ma di chi li accompagna, tranne poi tornare all’ovile non appena si rendono conto che non brillano neanche di fianco ad Angelina Jolie, perché non sono brillanti e a quel punto tanto vale rimettersi con quelle che figurarsi se non sono rimaste a casa ad aspettarli. Per favore, Aniston, se pure quello là dovesse presentarsi a casa sua, con faccia e dignità semoventi, e recitarle un sermone con il quale si scusa per aver amato Gotham Girl anche quando si tatuava le coordinate dei luoghi di nascita dei suoi figli addosso, non ceda. Dimostri che l’amore non è quello che fa milioni di giri e poi ritorna, ma quello che non va mai via. Dimostri che per l’amore della vita una donna non accetta tutto, né di venire sostituita da una cretina o abbracciata davanti alle telecamere per dare la favola ai fessi.

 

Con questa storia degli amori che ritornano bisogna che la smettiamo. Prima la smettiamo e prima ci toglieremo di torno i Michele Emiliano, che ha ammesso di aver criticato Renzi e che adesso vuole allearcisi. Emiliano, come Pitt, credeva che da solo o con compagni piegabili avrebbe conquistato tutto, e quindi s’è scisso e ha divorziato, poi quando ha capito che in solitaria non va da nessuna parte, ha pensato di tornare laddove le responsabilità dei risultati non sono sue ma di quelli a un passo dietro ai quali denunciava di esser stato relegato.

Nicolas Sarkozy scrisse alla ex moglie Cecilia prima di sposare Carla Bruni: “Se torni, annullo tutto”. Ci meriteremo Amadeus fintanto che quell’sms ci suonerà romantico.

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