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Il tempio del signor Ferrari

A Maranello nel museo restaurato in mostra le macchine del Drake

9 Dicembre 2018 alle 06:00

Il tempio del signor Ferrari

Enzo Ferrari, il fondatore dell'omonima casa automobilistica (Immagini prese da Facebook)

Nel trentennale della morte (e centoventennale dalla nascita), tante celebrazioni ancora in corso per Enzo Ferrari (1898-1988). Il fondatore del marchio italiano forse più celebre di tutti i tempi era anche giornalista, e avrebbe voluto lavorare alla Fiat. Nel 1918, scampato alla Grande Guerra per una pleurite, orfano del padre Alfredo e del fratello Dino, affidava tutte le sue speranze in un’assunzione alla Fiat, ma a Torino non lo vollero.

 

“Era l'inverno 1918-1919, rigidissimo, lo ricordo con grande pena. Mi ritrovai per strada, i vestiti mi si gelavano addosso. Attraversando il parco del Valentino, dopo aver spazzato la neve con la mano, mi lasciai cadere su una panchina. Ero solo, mio padre e mio fratello non c'erano più. Lo sconforto mi vinse e piansi” (chissà cosa avrebbe pensato poi se avesse saputo che la sua Ferrari sarebbe stata comprata un giorno dalla Fiat). Ferrari ebbe poi tante consolazioni in vita, tra cui le macchine: non solo quelle prodotte, ma anche quelle guidate. Alcune di queste sono esposte in una mostra appena inaugurata al museo Ferrari di Maranello: si chiama “Driven by Enzo”, ed espone alcune quattroposti particolarmente amate dal leggendario imprenditore emiliano.

 

Il museo è stato appena ridisegnato dall’araldico architetto Benedetto Camerana: e oltre alle macchine guidate dall’inventore del cavallino rampante offre un’altra mostra, “Passion and Legend”, che ripercorre la storia del mito modenese attraverso una serie di temi: “Enzo Ferrari”, “Come nasce una Ferrari”, “Questioni di stile” (i carrozzieri, i designer, la personalizzazione, i modelli speciali), Ferrari Racing e la Formula 1.

Michele Masneri

Michele Masneri è bresciano e vive prevalentemente a Roma. È editor at large di Rivista Studio, e scrive schizofrenicamente di economia, cultura e società oltre che sul Foglio, su IL del Sole-24 Ore, su Style del Corriere della Sera. Come molti italiani ha scritto un romanzo, si chiama "Addio, monti", non c'entra con l'ex premier, ed è edito da minimum fax.

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