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Perché Saverio è a Sanremo

Viaggio nel mondo dei party pre Festival

Saverio Raimondo

Würstel e patatine al Forte Santa Tecla, Vanity Fair iper esclusiva. Parola d’ordine: niente sesso

Nelle 48 ore precedenti all’inizio del Festival, qui a Sanremo si è già tenuto il 90 per cento delle feste. Le ragioni sono due: un po’ perché con l’inizio del Festival e con trenta canzoni in gara le prossime sere la gente è impegnata fino a tardi (in primis i cantanti); un po’ per paura che dopo gli ascolti televisivi non ci sia niente da festeggiare. Ha giocato d’anticipo Tv Sorrisi e Canzoni, che ha dato il suo party già domenica sera, forse un po’ troppo presto; a parte la passerella di tutti gli artisti in gara e l’arrivo di Laura Pausini, la festa va quasi deserta: in molti arrivano il lunedì, mentre chi è già arrivato la domenica è ancora sotto choc per il viaggio e non se la sente di partecipare.

E poi si sa, a Sanremo la domenica dell’antivigilia c’è un solo evento: quello dei sosia, che come ogni anno si sono radunati al Grand Hotel des Anglais in occasione della cerimonia di consegna del “Premio alla Carriera Premio Oscar” – sì, si chiama così – istituito da “Liz Taylor” (all’anagrafe Miranda Giuffrè). Per vincere il premio basta chiamare “la Liz” qualche giorno prima – trattative riservate. “E’ un premio importante”, fa sapere la sosia della celebre star hollywoodiana nel messaggio d’invito a candidarsi che lei manda su WhatsApp a tutti i suoi contatti un paio di settimane prima. “Ricordo che resterà per sempre da mostrare con orgoglio e condividere sul web come testimonianza del vostro percorso artistico”. Roba che se Donald Trump la chiamava, lei domenica gli faceva trovare il “Premio alla Carriera Premio Oscar per la Pace”, e la risolvevamo così. Lunedì sera invece è il giro della morte delle feste, tutte in contemporanea: c’è quella di Vanity Fair, quella di Radio 2 con FantaSanremo, quella della Siae.

Vanity è il party più esclusivo, anche troppo: c’è più fila fuori che gente dentro. La selezione all’ingresso segue rigidi criteri eugenetici, fra i quali evidentemente c’è l’avere delle labbra luccicanti sino all’inverosimile, roba che non gli puoi guardare la bocca sennò ti accechi. Dentro ci sono tre wall dove farsi fotografare da professionisti, mentre gli altri invitati passano tutto il tempo a farsi selfie o stories per i social: più che una festa per le persone lo è per i loro smartphone, tanto che se fossi uno dei responsabili all’ingresso oltre al nome sulla lista controllerei che le persone abbiano la batteria del telefono carica, altrimenti è inutile che entrino.

Dentro sfilano tutti i cantanti in gara, ma in pochi si trattengono: i più vanno a dormire che domani si canta, ma altri invece scappano al Forte Santa Tecla per la festa di Radio 2/FantaSanremo. Il confronto fra i due party è quello fra Milano e Roma: da una parte è tutto patinato ed esclusivo, dall’altra ci si diverte. Al Forte possono entrare quattrocento persone, ma gli invitati sono mille (alcuni entreranno solo alla fine); e al contrario di Vanity qui non ci si limita a bere: c’è anche la pizza con sopra i würstel e le patatine fritte, insomma è una vera festa. Ema Stokholma scalda l’atmosfera con un dj-set bello coatto, e poi arriva sul palco TonyPitony che canta dal vivo tutti i suoi successi, ed è l’unica occasione in cui anche qui si tirano fuori i telefoni e si fanno stories: per il resto è una festa dove ci si incontra, ci si saluta, ci si parla. Complice la grande terrazza, si fuma anche; e non solo sigarette elettroniche. Ma di sesso, anche qui, nemmeno l’ombra: esci da solo così come sei entrato. Del resto non siamo mica alle Olimpiadi invernali Milano Cortina, la Rai non è il Cio e non distribuisce preservativi ai cantanti. Al massimo, pizza con sopra i würstel e le patatine fritte.

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