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Mara Venier e Barbara D'Urso sono pronte per Pechino Express

Ormai sono diventate le Nemiche della domenica. Ma se in tv alcune amicizie finiscono, altre nascono. Come quella delle altre due signore della domenica, Patrizia Rossetti e Maria Teresa Ruta

2 Novembre 2018 alle 10:51

Mara Venier e Barbara D'Urso sono pronte per Pechino Express

Maria Teresa Ruta e Patrizia Rossetti a Pechino Express

Alcune amicizie finiscono. “A Mara volevo bene e Mara, ne sono certa, voleva bene a me”. Volevo. Bene. È l’epitaffio sull’amicizia D’Urso-Venier pronunciato da Barby prima di versare del veleno per topi sulla foto della collega. Le due hanno iniziato a detestarsi più di Joan Crawford e Bette Davis quando Mara Venier è diventata l’avversaria di Domenica Live, anzi no, mi correggo: quando Mara Venier ha iniziato a battere Barbara negli ascolti. Domenica scorsa, per capire il livello dello scontro, D’Urso era in sottoveste e precisava “non ho ancora finito di vestirmi”, mostrandoci le tette, mentre la Venier scoppiava in risate contagiose appena la inquadravano, riempiendo l’assorbente con le ali, e volando da Fazio durante la tempesta che sradicava pini romani e faceva crollare strade liguri, pur di rimanere in video il numero massimo di ore consentito (tra l’altro ha fatto benissimo: il siparietto con l’ex marito Jerry Calà è una delle cose migliori viste in tv questa settimana).

 

 

Si sono volute bene, si diceva, poi Mara ha iniziato a vincere, a ringraziare l’amato pubblico, a fare video su Instagram in cui scopa casa con l’aria rilassatissima di chi sa di aver vinto, mentre Barbara si svegliava e tra un siero della giovinezza e una macumba ci mostrava le curve di auditel, partendo con le giustificazioni: non è colpa mia, parto svantaggiata, la mia rete è piena di pubblicità, le cavallette. Nonostante Mara abbia negato la rivalità a Tv Talk (“Io non sono contro nessuno, non c’è una guerra da parte mia”), per Regina Barbara l’amicizia s’è incrinata quando i suoi fedeli servitori le hanno mostrato alcuni screenshot incriminanti: “Mi hanno mandato delle foto, perché io non seguo i social, in cui Mara postava sulle sue storie di Instagram i commenti dei miei più grandi odiatori”, e aggiungendo magnanima “Non capisco questi gesti. Io non ho nulla contro Mara, continuo a volerle bene e la sfida della domenica non è certo una sfida a livello personale”. Mentre lo diceva pare che infilasse degli spilli in una bambola dai capelli biondi.

 

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In tv alcune amicizie finiscono, altre nascono. Come quella delle altre due signore della domenica, Rossetti e Ruta, la vera coppia di Pechino Express. Ruta sembra uscita da Woodstock, abbraccia gli sconosciuti, è in armonia col mondo, non perde mai il sorriso. Rossetti ride solo quando ti dà dello “scemo sodo”; è infastidita: dal volume della voce della Ruta, dalla sua indisciplina, dalle altre squadre, dai giochi, dal programma, da Costantino, dall’aria e dalla polvere. Le due non si fotografano abbracciate dandosi finti baci, non fingono sentimenti. L’unico momento in cui Rossetti e Ruta si prendono per mano è quando devono fare trekking sulle montagne Uluguro, ansimando, sudare, e non hanno la forza né per ridere né per insultarsi perché devono risparmiare ossigeno. È anche l’unico momento in cui Ruta rimane zitta e accarezza mazzi di Mimosa Pudica, una pianta che si ritira quando la tocchi (proprio come la compagna di viaggio). Se Rossetti facesse il fascistometro di Michela Murgia le uscirebbe direttamente Alessandro Pavolini, il fondatore delle Brigate Nere. Come quando cazzia la Ruta per la centesima volta per aver chiesto un passaggio “Se non spik inglish che cazzo je lo chiedi affà? Questo ha detto a queste stasera due botte je le do”.

 

Insieme sono forti, insieme vincono la prova di questa puntata di Pechino Express. Sono la coppia più amata, l’unione degli opposti, lo yin e lo yang. E per coerenza, quando Rossetti riceva la medaglia la dà alla Ruta con le parole più dolci che trova: “Ha stordito le persone con trecentocinquanta parole”. Forse Mara e Barbara hanno bisogno di esprimere tutta la loro competitività viaggiando in un paese inospitale e con uno zaino sulle spalle. Saranno Le Nemiche della Domenica.

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