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Cose dai nostri schermi
Ora Elon Musk vuole la Luna
Basta con le colonie su Marte e le auto elettriche! La nuova missione di SpaceX e Tesla è costruire robot umanoidi e città sulla Luna. Intanto, l'imprenditore si appresta a fondere xAI e SpaceX, creando un accrocchio la cui mission è troppo assurda per essere presa sul serio. O forse no?
C’è stato un tempo in cui le missioni di SpaceX e Tesla erano chiare, per quanto diverse l’una dall’altra: trasformare l’umanità in una civiltà interplanetaria e favorire l’elettrificazione del mercato auto (e non solo). Bei tempi, quelli, in cui il loro fondatore Elon Musk passava ancora per icona liberal, magari un po’ controversa. Poi è arrivato l’appoggio a Donald Trump, le teorie del complotto sul Covid, lo pseudodipartimento DOGE, e la reputazione di Musk è cambiata.
In queste settimane, il cambiamento ha travolto anche le sue aziende, le cui priorità ufficiali sono state modificate profondamente, forse per provare a riallinearle al suo “credo” politico. Oppure per reagire al crollo delle vendite di Tesla, chissà. Comunque sia, la “nuova” Tesla si occuperà di robot umanoidi, i cosiddetti Optimus, e per questo smetterà di produrre i modelli di automobili S e X, che già da tempo vendevano poco. Sulla domanda effettiva e sulle capacità reali di questi Optimus, ovviamente, persistono dubbi concreti, ma poco importa.
Quanto a SpaceX, invece, i cambiamenti sono ancora più drastici: la colonia su Marte (più volte promessa con deadline assurde e “bucate” regolarmente) viene archiviata a favore di un ripiego, se così si può definire, ovvero una città sulla Luna. Attenzione, però, perché Musk non si accontenta di un annuncio simile e ha dovuto aggiungere un ingrediente in più: questa colonia sarà infatti “self-growing”, cioè in grado di espandersi da sola.
Non è tutto, perché SpaceX verrà fusa con un’altra azienda di Musk, xAI, che si occupa di intelligenza artificiale e ha sviluppato Grok, il chatbot “non politicamente corretto” noto per aver denudato le foto di donne non consenzienti e minori. Nei mesi scorsi, inoltre, xAI aveva già acquisito X, l’ex Twitter, sempre di proprietà di Musk, che sembra essere nella sua fase “blob”: l’obiettivo è assorbire tutto, sperando che il modello di business venga da sé.
Non c’è momento migliore per operazioni così estreme: alla Casa Bianca c’è l’amico-nemico Donald Trump, con cui nel frattempo Musk ha fatto la pace. All’epoca del litigio che portò all’uscita di Musk dall’amministrazione, il nostro rivelò su X che Trump “era negli Epstein Files”, e cioè i documenti riservati sul criminale sessuale Jeffrey Epstein. Le rivelazioni delle ultime settimane hanno confermato il suo tweet, pur aggiungendo un particolare: anche Musk era in contatto con Epstein (così come mezzo mondo tecnologico, a dire il vero).
Rimane comunque una domanda: a che cosa serve fondere due aziende così diverse come xAI e SpaceX? Innanzitutto a quotare in borsa la società “monstre” che ne risulta, ovviamente, ma anche ad altro, almeno secondo Musk, che dopo aver abbandonato Marte ha già trovato una nuova ossessione fantascientifica: i data center spaziali. Cioè, i data center utilizzati nello sviluppo e nel funzionamento delle intelligenze artificiali, che saranno messi in orbita, anzi, installati direttamente sul suolo lunare. Esistono al momento data center simili? No. E c’è chi ritiene che siano impossibili o impraticabili o un investimento al di fuori di ogni grazia divina, un po’ come la colonizzazione di Marte, ormai sogno dimenticato.
Certo, SpaceX può rivendicare il successo (quanto meno strategico e geopolitico) di Starlink, il sistema in grado di garantire collegamenti internet via satellite. La tecnologia si è rivelata fondamentale nelle zone di guerra, come visto in Ucraina, e si basa su migliaia di piccoli satelliti orbitanti. Musk riuscirà a fare lo stesso con dei supercomputer? Magari facendoli operare da dei robot Optimus? I quali potrebbero condividere i loro pensieri su X, e così via. Sinergia, la chiamano.
Si scherza anche perché, a questo punto, è difficile prendere sul serio Musk. Eppure il sogno continua e non è facile immaginare che la quotazione in borsa di xAI/SpaceX sarà un successo, o quanto meno in grado di tamponare le perdite miliardarie della prima. Nel frattempo, Musk non ha dimenticato come si promettono gli scenari di fantascienza: parlando della mission di questa nuova azienda, ad esempio, ha detto che dovrà “scalare fino a costruire un sole senziente per comprendere l’Universo ed estendere la luce della conoscenza fino alle stelle”.
L’idea che a costruire un sole senziente, qualsiasi cosa voglia dire, sia la stessa azienda che ha sviluppato il chatbot Grok dovrebbe farci ridere. Tuttavia, qualcuno la prende sul serio, ancora oggi.