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concorrenza

Bruxelles cerca di aprire il cancello dei gatekeeper di internet

David Carretta

I colossi digitali dovranno rispettere le nuove regole del Digital Markets Act. "L'idea è aprire i sistemi e le piattaforme. Ci aspettiamo più competezione che aiuterà tutti gli attori del mercato", spiega l'europarlamentare tedesco Schwab

La Commissione europea oggi ha compiuto un altro passo per cercare di mettere le briglia ai comportamenti anticoncorrenziali dei giganti del digitale, con la designazione ufficiale dei “gatekeeper” che dovranno rispettare le regole più stringenti del Digital Markets Act (Dma). I “gatekeeper” sono le grandi piattaforme che controllano gran parte dei dati, con un fatturato annuale di 7,5 miliardi di euro, una capitalizzazione superiore ai 75 miliardi e 45 milioni di utenti attivi al mese nell’Ue. Alphabet (la casa madre di Google), Amazon, Apple, ByteDance (TikTok), Meta (Facebook) e Microsoft sono le prime sei società che dovranno conformarsi agli obblighi e ai divieti del Dma, almeno per 22 dei loro servizi (social network, messaggerie, intermediazione, condivisione di video, motori di ricerca, browser, sistemi operativi e pubblicità). Si comincia da subito, con la nomina di un rappresentante legale nell’Ue e l’obbligo di informare la Commissione in caso di acquisizioni. Ma l’elenco è molto più lungo: obblighi e divieti dovranno essere rispettati entro sei mesi. Altri colossi, come X e Booking.com, potrebbero essere designati in un prossimo futuro. Sono “regole del gioco chiare per garantire mercati digitali equi e aperti”, ha detto il commissario al Mercato interno, Thierry Breton: grazie a “più scelta per i consumatori” e “meno ostacoli per i concorrenti di dimensioni minori”, il Dma “aprirà le porte di internet”. Accusata di protezionismo (al momento non ci sono società europee nel mirino), l’Ue risponde che l’obiettivo è costringere i colossi ad accettare più concorrenza, aprendo i loro sistemi chiusi o semichiusi, grazie ai quali fanno enormi profitti a danno di innovazione, concorrenti e consumatori. “Oggi gli sfidanti non possono esistere perché o si adattano al volere delle grandi piattaforme o muoiono”, spiega al Foglio un funzionario della Commissione: “L’idea del Dma è aprire i sistemi e le piattaforme”. Dopo la designazione dei “gatekeeper” “ci aspettiamo più competizione che aiuterà tutti gli attori nel mercato”, conferma l’europarlamentare tedesco della Cdu, Andreas Schwab, che è stato relatore per il Dma.  

L’elenco degli obblighi che i “gatekeeper” dovranno rispettare include rendere i propri servizi interoperabili per i terzi, consentire agli utenti commerciali di accedere ai dati che generano utilizzando la piattaforma, fornire alle imprese che fanno pubblicità gli strumenti e le informazioni necessarie per consentire agli inserzionisti e agli editori di effettuare verifiche indipendenti, e consentire agli utenti commerciali di promuovere la loro offerta e concludere contratti con clienti al di fuori della piattaforma. L’elenco dei divieti include riservare ai propri servizi e prodotti un trattamento favorevole rispetto a terzi, impedire ai consumatori di mettersi in contatto con le imprese al di fuori della piattaforma, impedire agli utenti di disinstallare applicazioni o software preinstallati, e tenere traccia per motivi pubblicitari degli utenti finali senza consenso degli interessati. La Commissione monitorerà l’attuazione degli obblighi. Nel caso in cui un “gatekeeper” non li rispetti, potrà imporre una multa fino al 10 per cento del fatturato mondiale e al 20 per cento in caso di recidiva. Per le violazioni sistematiche, la Commissione potrebbe obbligare un “gatekeeper” a vendere un’impresa o parti di essa. Funzionari della Commissione riconoscono che i consumatori potrebbero non comprendere la portata della rivoluzione del Dma. “Potranno inviare messaggi su Signal da Whatsapp”, spiega uno di loro. “Apple sarà costretta ad aprire ad altri operatori il suo sistema di pagamenti via iPhone. Gli utenti potranno cambiare social network portandosi dietro i propri dati. I “gatekeeper” non potranno usare e combinare i dati tra i loro servizi chiave senza il consenso dei consumatori”. Secondo la Commissione, il Dma sta già funzionando: alcuni colossi hanno già iniziato ad aggiornare le loro condizioni. L’Ue spera di diventare un modello globale di regolamentazione digitale grazie al Dma.