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amore e swipe

Big tech perde i colpi, Tinder no. Sempre più persone pagano per "l'incontro giusto"

Alberto Cantoni

Cresce il numero di utenti che sottoscrivono abbonamenti premium sull'app di dating. Mentre Meta, Google e Microsoft precipitano in borsa e vedono rosso, la società proprietaria della piattaforma per appuntamenti più popolare al mondo registra un aumento dei ricavi

Un vero amore non sa parlare, scriveva Shakespeare. Meglio "swipare", allora. Così, mentre quasi tutto il settore Big tech perde colpi, Tinder continua a tenere banco. La scorsa settimana è stata definita dal Financial Times "brutale" per Meta, Google e Microsoft. I tre colossi della Silicon Valley hanno assistito, sul finire di ottobre, a un crollo di miliardi di dollari a causa dei timori di un rallentamento a livello globale di tutto il settore tecnologico. Mentre i cinque maggiori titoli tech hanno registrato un collasso di 950 miliardi nel momento di picco negativo, Match Group - la società proprietaria di Tinder - è andata oltre le più rosee aspettative, registrando ricavi per 810 milioni nel terzo trimestre 2022.

  

Il merito va all'incremento di sottoscrizioni di abbonamenti "premium": il numero di utenti disposti a pagare per usufruire dei piani Plus, Gold e Platinum - che offrono agli utenti funzioni come quella dei like illimitati - è aumentato del 7 per cento e le entrate sono cresciute del 6 per cento. Così, in un trimestre di scarse performance per il settore tech statunitense, Match Group (che possiede anche altre app di incontri come Hinge e OKCupid) ha visto le sue azioni salire del 16 per cento. 

  

  

La notizia è particolarmente positiva per la compagnia perché arriva dopo un anno travagliato, caratterizzato da cambiamenti a livello dirigenziale. Ad agosto, l'amministratore delegato Renate Nyborg si era dimessa dopo meno di un anno di lavoro e la crescita vertiginosa dell'inflazione avevano messo in dubbio la tenuta dell'app. Nel corso dell'ultimo anno in molti avevano già sentenziato la fine dell'era delle piattaforme di dating. Tinder, Bumble, Meetic sembravano aver fatto il loro tempo. Superato il periodo delle restrizioni della pandema in quasi tutto il mondo, qualcuno aveva prospettato un ritorno ai metodi di corteggiamento tradizionali. Gli ultimi risultati trimestrali di Tinder smentiscono in parte questa narrazione: nonostante la necessità fisiologica di un "detox" tecnologico, il 2022 continua a premiare la regina di questo tipo di applicazioni.

  

La direzione, a ogni modo, è tutt'altro che segnata. Match Group stessa prevede una crescita piatta dei ricavi nel prossimo trimestre; l'amministratore delegato Bernard Kim e il direttore finanziario Gary Swidler hanno avvertito che l'indebolimento dell'economia globale sta colpendo i marchi della compagnia, specialmente quelli che si rivolgono ai consumatori a basso reddito. Non è dato sapere se, sulla bilancia, pesi più la situazione del contesto economico generale o un'ipotetica inversione di rotta delle abitudini sentimentali delle generazioni più giovani. Solo il tempo lo rivelerà. Nel dubbio però, Tinder sembra resistere.

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