Foto LaPresse

Così il 5G sta già cambiando le abitudini degli utenti

Andrea Trapani

Meno Wi-Fi più 5G. I benefici della nuova frequenza di trasmissione e i nuovi comportamenti d'uso che ha già determinato

Il 5G deve ancora prendere campo, ma inizia a far intravedere le proprie potenzialità. Al di là del gioco di parole sulla nuova frequenza che ci permetterà di navigare ad alta velocità con i nostri smartphone, arrivano i primi dati sull’impatto che il 5G sta già avendo sui primi utilizzatori in tutto il mondo.

 

Se da una parte i comitati sparsi dei “No5G” continuano a combattere le antenne, dall’altra in questi giorni l’uscita di un nuovo studio del ConsumerLab di Ericsson sta dimostrando come la copertura – specie quella tra le mura di casa e dell’ufficio – sia uno dei temi di maggior interesse per i clienti tanto che già ora un utente su cinque sta riducendo l'uso del Wi-Fi sul proprio telefono, quando si trova in ambienti chiusi, a causa dei benefici della connettività mobile 5G. Il perché è facile da scoprire. A meno di non avere una potente connessione in fibra, la velocità del 5G è già superiore a quella che si ha dalle connessioni in fibra mista rame tramite Wi-Fi.

 

Lo studio

Riflettendo il sentimento e la percezione dei consumatori di 26 mercati - tra cui Italia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Regno Unito – lo studio è rappresentativo di 1,3 miliardi di utenti smartphone a livello globale, tra cui 220 milioni di abbonati 5G.

 

Cosa vogliono i clienti? Vogliono il 5G. Senza se e senza ma. Tra i risultati chiave del rapporto emerge che se, alla fine del 2020, ci fosse stata una maggiore consapevolezza dei benefici e del valore del servizio, avremmo avuto un 22 per cento in più di utenti smartphone con telefoni 5G-ready che sarebbe passato al 5G.

 

Non solo. Il rapporto evidenzia anche come la nuova frequenza di trasmissione stia già iniziando a innescare nuovi comportamenti d'uso. Oltre a ridurre l'uso del Wi-Fi, i pionieri del 5G passano in media, rispetto ai clienti 4G, ogni settimana due ore in più sul cloud gaming e un'ora in più sulle app di realtà aumentata.  Tuttavia, se da una parte i primi clienti sono soddisfatti della velocità, dall’altra circa il 70 per cento di loro sono insoddisfatti della disponibilità di servizi innovativi e di nuove app. Anche perché, bisogna ammetterlo, l’offerta è scarsa. Le innovazioni arriveranno, basta attendere. Il richiamo economico sta per arrivare. I consumatori che hanno risposto al sondaggio hanno detto di essere disposti a pagare il 20/30 per cento in più per avere tariffe 5G comprensive di servizi digitali. Gli operatori lo hanno già capito. Tranne rare eccezioni, infatti, i nuovi piani che abilitano l’accesso alla nuova rete costano di più di quelli a cui il mercato ha abituato gli italiani.

 

C’è anche dell’altro. Le restrizioni dovute al Covid-19 hanno fatto sì che la stragrande maggioranza delle esperienze dei primi pionieri ad usare il 5G avvenissero al chiuso. Di conseguenza, i primi utilizzatori indicano che la copertura indoor è due volte più importante della velocità o della durata della batteria, per fornire esperienze 5G soddisfacenti.

 

Per arrivare a questi risultati servirà rivedere i limiti di emissione per evitare di riempire di (inutili) antenne i nostri centri abitati. Ne abbiamo già scritto: il limite massimo nel nostro paese è di 6 Volt per metro, a fronte di una media europea fra i 41 e i 58 V/m, molto al di sotto di realtà come gli Stati Uniti, dove è fissato a 61 V/m, e ancor più restrittivo rispetto alle linee guida internazionali recepite dall’Unione europea. I nostri limiti così rigorosi costringono gli operatori a installare molte più antenne rispetto alle altre nazioni (oltre un terzo) con notevoli impatti ambientali e paesaggistici.

 

Insomma, quanto prima bisogna rispondere al futuro e alle necessità di connettività che questi mesi hanno accentuato. Lo studio indica anche alcuni modi con cui gli operatori possono soddisfare le aspettative dei consumatori sia nell'immediato che nel lungo termine. Tra queste, in primis, la necessità di affrontare il gap di conoscenza, educando e commercializzando meglio il valore del 5G ai cittadini. Poi è necessario garantire una qualità costante della copertura 5G sia indoor che negli ambienti esterni. Scelte sollecitate anche dagli esperti. Jasmeet Singh Sethi, che guida il ConsumerLab di Ericsson Research, rilancia: "Finora, le analisi sulle esperienze avute con il 5G si sono concentrate principalmente sulla velocità e sulla sua disponibilità, tramite misurazioni di rete indipendenti. Ma è altrettanto importante capire come gli early adopter 5G percepiscono tale esperienza. Gli operatori possono incoraggiare l'adozione del 5G e soddisfare le aspettative dei consumatori". Per dirla in breve, il futuro è in mano nostra. Non solo come smartphone, ma soprattutto nella forma delle innovazioni che dovranno nascere per colmare le necessità evidenziate da quest’anno di crisi globale. Il 5G non è più una necessità, ma una realtà da conoscere per svilupparla consapevolmente.

Di più su questi argomenti: