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MAI PIÙ SENZA

Anche l'energia può essere smart. Rivoluzione digitale, le scelte di Acea

Tra i settori che la tecnologia sta trasformando in maniera più forte c’è quello delle utility, dove l’innovazione è strategica per le infrastrutture, per i servizi e per rispondere sempre meglio alle necessità degli utenti

     

    Mai più senza digitale. Anche nel mondo dell’energia i segnali della quarta rivoluzione industriale sono evidenti, tanto più in un periodo come quello che stiamo vivendo, con la pandemia e gli isolamenti conseguenti, in cui riusciamo ad apprezzare ancora meglio le opportunità che gli strumenti digitali ci offrono, permettendoci di lavorare a distanza, di essere connessi e mantenere una certa continuità nelle relazioni. Nel 2019, secondo i dati dell’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, le imprese italiane hanno speso per il loro percorso di sviluppo in chiave digitale 3,2 miliardi di euro, il 3,5 per cento in più dell’anno precedente. E tra i settori che il digitale sta trasformando in maniera più dirompente c’è proprio quello delle utility, dove l’innovazione digitale è strategica per la gestione delle infrastrutture, per lo sviluppo di nuovi servizi e per rispondere in maniera sempre più puntuale alle necessità degli utenti finali. Analisi recenti di Ipsos/Kpmg hanno rilevato che le imprese che investono in digitalizzazione saranno in grado di offrire un miglioramento nell’offerta di beni e servizi, oltre che di incrementare la produttività riducendo tempi e costi. Acea Energia, uno degli operatori più diffusi nel nostro paese per quanto riguarda la fornitura di luce e gas sul mercato libero, fa parte del gruppo romano Acea, che nel piano industriale 2020-24 ha previsto investimenti in innovazione per 615 milioni di euro, con progetti che interessano tutti i settori del gruppo. E che passano, naturalmente, attraverso la digitalizzazione.

     

    Un esempio: il cloud, che consente di gestire in maniera più agile l’intero patrimonio IT (Information Technology) e quindi informazioni e dati tecnologici aziendali. Per questo Acea ha siglato lo scorso anno una partnership tecnologica con Google Cloud, e attraverso questa collaborazione intende sviluppare soluzioni in grado di velocizzare, ampliare e rafforzare il suo percorso di innovazione e digitalizzazione. “Il Cloud di Google – sottolineano in Acea – sia da un punto di vista infrastrutturale che da un punto di vista applicativo ci consente di raggiungere obiettivi di flessibilità e di velocità. Cambia completamente l’approccio al lavoro: tra colleghi, nella risposta alle richieste del mercato, fino al rapporto con i clienti”. Ma la rivoluzione digitale nel campo dell’energia ha ovviamente ricadute dirette sulla vita quotidiana dei consumatori: a livello individuale e a livello di comunità. La parola chiave, che ancora una volta siamo andati a prendere in prestito dall’inglese, è “smart”, ma con un significato più pieno di quello che le attribuiamo affiancandola con frequenza, dalla scorsa primavera, al “work”. Abbiamo dunque da qualche tempo la “smart home”, la casa intelligente, abitata da dispositivi che grazie a un loro identificativo digitale riescono a monitorare, controllare, ricevere e inviare informazioni per poi svolgere azioni concrete: dagli elettrodomestici connessi all’automazione e al controllo da remoto degli impianti di illuminazione e di riscaldamento. Ma possiamo trovare pure smart city (nel nostro paese un domani ancora agli inizi), dove l’innovazione digitale risponde alle esigenze del risparmio energetico nella sua duplice ottica, economica e green, attraverso sistemi di illuminazione pubblica intelligenti e dove i lampioni, per esempio, possono essere connessi a un hub di sensori intelligenti in grado di fornire dati dettagliati non solo sulla viabilità ma anche sulla temperatura, sui gas, sull’umidità, sulla luce ambiente. Il futuro è appena cominciato, ma è già qui.