La Mela fa sul serio

Pasquale Annicchino

Perché le linee guida sui diritti umani e il loro legame con la produzione tech pubblicate da Apple sono importanti

Lo scorso venerdì Apple ha pubblicato un documento particolarmente rilevante per illustrare il posizionamento geopolitico dell’azienda statunitense. Si tratta delle linee-guida sui diritti umani e il loro particolare legame con la produzione di manufatti tecnologici da parte dell’azienda. Per anni Apple è stata criticata per essere apparsa troppo accondiscendente nei confronti di Pechino. Oggi prova a far percepire che su alcuni temi ha ormai assunto un indirizzo consolidato. Del resto, alcune scelte le aveva già evidenziate anche nei confronti del governo degli Stati Uniti quando, in più casi, si era opposta alla richiesta dell’Fbi di sbloccare degli iPhone e accedere ai loro dati. Apple aveva preferito tutelare la privacy dei suoi utenti, anche un modo di segnalare al mercato la sua posizione su un tema particolarmente delicato. Con le linee-guida sui diritti umani l’azienda di Cupertino ribadisce la sua adesione agli standard dettati dai documenti internazionali in materia cercando, ove possibile, un bilanciamento con le leggi nazionali vigenti nei diversi paesi in cui l’azienda opera. Nel documento si segnala in maniera esplicita che in alcune occasioni Apple potrebbe essere “in disaccordo con i governi e i diversi portatori d’interessi sulla strada da seguire”: in questi casi sarà scelta la strada del dialogo per arrivare ad una soluzione condivisa. L’aspetto forse più interessante del documento riguarda la strategia che potremmo definire di “diritti umani by design” che Apple si propone di perseguire nella progettazione dei suoi prodotti tecnologici. E’ ben noto come, sempre più spesso, la reale ed effettiva tutela dei diritti civili e politici in questo campo non dipenda soltanto da buone leggi e strumenti normativi, ma dalla qualità della progettazione degli strumenti e dagli standard tecnici che la garantiscono. In tal senso Apple segnala il suo impegno soprattutto su due fronti: quello della privacy e quello della sicurezza, impegnandosi ad aderire al principio guida della minimizzazione dei dati personali raccolti e a effettuare una costante revisione degli standard adottati dalle app presenti sull’App Store. Le implicazioni delle linee-guida adottate riguardano anche le aziende che producono materiali e tecnologie utilizzati da Apple. Anche loro sono chiamate al rispetto delle linee-guida pena l’esclusione dai fornitori.

 

Un certo giuspositivismo ci ha abituati a pensare che le innovazioni giuridiche debbano necessariamente provenire dallo stato o dalle organizzazioni internazionali fondate dagli stati. Oggi, sempre più spesso, al diritto degli stati si affiancano soluzioni normative sviluppate da attori diversi e che vivono di una loro forza intrinseca. Nel campo della tecnologia, che poi è il campo principale della nostra vita presente e futura, il rispetto dei nostri diritti dipenderà da quanto la loro tutela sia prevista in fase di progettazione dei dispositivi tecnologici e supportata da adeguati standard tecnici. Per questo c’è da augurarsi che le linee-guida di Apple siano anticipatrici di una grande azione dei governi occidentali in seno agli organismi internazionali di standardizzazione, come l’International telecommunication union, che nella disattenzione di molti paesi hanno ormai assunto un ruolo centrale nella definizione degli standard tecnici. Il governo cinese lo ha capito, meglio e prima degli altri, e proprio per questo motivo negli ultimi anni ha investito risorse intellettuali e materiali nello sviluppo di standard internazionali che favorissero soluzioni tecniche, e politiche, gradite al governo cinese. Anche per questo motivo alcuni stati si sono poi trovati a dover prendere delle decisioni drastiche. Affinché l’impegno annunciato da Apple sia reso effettivo e non resti solo sulla carta sarà necessario sporcarsi le mani negli organismi tecnici di standardizzazione e far sì che le soluzioni tecniche siano poi adottate dal mercato e dai produttori.

 

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