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Il Nobel comprensibile (finalmente!) alle batterie al litio, e cosa aspettarsi nel futuro

Smartphone ed energia pulita. Premiati John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino

Eugenio Cau

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9 Ottobre 2019 alle 19:29

Il Nobel comprensibile (finalmente!) alle batterie al litio, e cosa aspettarsi nel futuro

John B. Goodenough (foto LaPresse)

Milano. Dà un certo conforto poter comprendere l’ultimo Nobel per la Chimica, assegnato mercoledì. Tre bravi scienziati, un americano un britannico e un giapponese, sono stati premiati per avere inventato le batterie agli ioni di litio. Quelle dei telefonini e delle macchine elettriche. Immediato, facile, finalmente. Lo sappiamo che è giusto che i premi Nobel vengano attribuiti a chi ottiene risultati in studi complicati e astrusi, perché è così che funziona la ricerca di base, e soprattutto perché in un...

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Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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