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Per la prima volta Facebook è responsabile di violazione del diritto d'autore

L'italiana Business Competence ha ragione contro il colosso di Zuckerberg che ha "copiato" una App

1 Marzo 2017 alle 20:13

Per la prima volta Facebook è responsabile di violazione del diritto d'autore

Mark Zuckerberg

Roma. Per la prima volta in Italia, e con tutta probabilità al mondo, Facebook è stata giudicata responsabile di violazione del diritto d'autore e concorrenza sleale verso una società cliente. 
 
Facebook a diverso titolo e con condotte scorrette e illecite ha approfittato della conoscenza acquisita del prodotto Faround ideato dalla società italiana Business Competence per poi promuovere e rendere disponibile all'utenza la "sua" applicazione chiamata Nearby (già rimossa, senza dir nulla a nessuno) con le stesse caratteristiche. Ciò secondo il dispositivo di sentenza di primo grado del Tribunale di Milano (sezione in materia di impresa), risalente al 1° agosto, reperito dal Foglio con una semplice ricerca online.
 
L'applicazione Faround consentiva di vedere, tramite un sistema di geolocalizzazione, tutti i locali e i luoghi di interesse nelle vicinanze degli utenti, unitamente alle promozioni e agli sconti offerti dagli stessi locali. Nearby, invece, creatura di Facebook approdata sul social network di Mark Zuckerberg a dicembre 2012 (quattro mesi dopo l’originale) di base funzionava allo stesso modo, tranne che per il sistema di coupon e sconti che caratterizzava Faround.
 
Facebook è stata perciò condannata a non utilizzare, diffondere e sfruttare l'applicazione; a ritirarla dal commercio per il territorio italiano; Facebook Inc., la casa madre, Facebook Srl, la società italiana, e Facebook Ireland, la sede fiscale europea, sono condannate a pagare una penale pari a 5 mila euro per ogni giorno di ulteriore utilizzo dell'applicazione suddetta successivamente al decorso di 60 giorni dalla sentenza; a disporre la pubblicazione di sentenza di condanna su due quotidiani nazionali italiani e per quindici giorni sul sito www.facebook.com; infine a risarcire i danni alla società italiana e a restituirle l'indebito profitto ricavato finora con Nearby. 
Alberto Brambilla

Alberto Brambilla

Nato a Milano il 27 settembre 1985, ha iniziato a scrivere vent'anni dopo durante gli studi di Scienze politiche. Smettere è impensabile. Una parentesi di libri, arte e politica locale con i primi post online. Poi, la passione per l'economia e gli intrecci - non sempre scontati - con la società, al limite della "freak economy". Prima di diventare praticante al Foglio nell'autunno 2012, dopo una collaborazione durata due anni, ha lavorato con Class Cnbc, Il Riformista, l'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) e il settimanale d'inchiesta L'Espresso. Ha vinto il premio giornalistico State Street Institutional Press Awards 2013 come giornalista dell'anno nella categoria "giovani talenti" con un'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena.

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