Europa ore 7L’era di Orbán è finita, non la grande ingerenza trumpiana contro l’UeMagyar batte Orbán, l'Ue esulta. Ma la vera partita è appena cominciata: l'Amministrazione Trump, che ha mandato Vance a Budapest per sostenere l'ex premier, ha già in agenda Bulgaria, Svezia, Francia, Spagna, Italia e Polonia. Il piano è scritto nero su bianco nella Strategia di sicurezza nazionale americanadiDavid Carretta13 APR 26
il ritrattoChi è Péter Magyar, l'uomo che ha battuto OrbánEx fedelissimo di Viktor Orbán e volto interno del sistema Fidesz, Péter Magyar ha trasformato una rottura privata e uno scandalo politico in una scalata al potere. Non un outsider né un rivoluzionario, ma un “ex” capace di parlare la lingua del governo e intercettare la stanchezza degli ungheresi dopo sedici anni di dominiodiRedazione13 APR 26
l'analisiLa via obbligata dell’Europa per difendere le sue conquisteNel mondo nuovo possiamo scegliere tra il ruolo dell’agnello, vittima dei predatori, e quello del porcospino. Perché serve conservare e alimentare i diritti collettivi e individuali storicamente conquistati, proteggendoli da coloro che per pura ignavia e desiderio di quieto vivere sono disposti a chiudere gli occhi di fronte ai fautori dell’autoritarismo e del pensiero unicodiVincenzo Camporini13 APR 26
l'editoriale del direttoreLezioni per la destra italiana dalla goduriosa sconfitta di OrbánLa vergogna del sostegno di Meloni e Salvini, il tocco magico di Trump, che affonda quello che tocca. Archiviato Orbán non resta che archiviare l’orbanismo. Che cosa vuol dire per la destra fare una scelta di campo sull’EuropadiClaudio Cerasa13 APR 26
le elezioni ungheresiOrbán battuto da Magyar. Cosa insegna all’Europa il voto in UngheriaIn un paese con la mentalità dell’assedio permanente, il nuovo ha risucchiato il vecchio. Affluenza oltre il 70 per cento. Un voto che diventa simbolo europeo: adattarsi al mondo o restare prigionieri di paure, alleanze controverse e nostalgie. I danni e la curadiMicol Flammini12 APR 26
dalla nostra inviataIn Ungheria monta una marea impaurita. Ritratto di una città e del suo oracoloNon c’è gioia nella Budapest che vota, fra chi trattiene il fiato per paura che i russi aiuteranno Orbán a tenere il potere e chi invece crede nei fantasmi inventati dal premier. Magyar ha capito che per sfidarlo non doveva rincorrerlodiMicol Flammini11 APR 26
Piccola postaRileggere “I ragazzi della via Pal” a BudapestUn libro che nell'Ungheria di oggi ritrova la sua attualità. Dopo "l’Einstand" subito dall'Urss nel 1956, il paese rischia di rimanere nelle mani dei "prepotenti"diAdriano Sofri11 APR 26
le rilevazioniPerché Orbán e l’Ungheria non sono la stessa cosa La maggior parte degli ungheresi non condivide le opinioni del primo ministro sulla posizione di Budapest nel mondo. L'illiberalismo, il nazionalismo e il conflitto con l'Unione europea non pagano più nei sondaggi. Cosa si aspetta l'elettorato del partito di opposizione, TiszadiPiotr Buras e Pawel Zerka11 APR 26
il votoTutto quello che c'è da sapere sulle elezioni in UngheriaDomenica gli ungheresi andranno alle urne e Viktor Orbán rischia di perdere il potere dopo sedici anni. Chi è l'ex fedelissimo Péter Magyar e come è diventato il leader dell'opposizione Tisza. Il sostegno orbaniano di Putin e Trump, il ruolo ucraino in campagna elettorale e la (possibile) rivoluzione per l'Unione europeadiRedazione10 APR 26
un bivioLa fine della “democrazia illiberale” a Budapest salverebbe l’UeLe elezioni politiche ungheresi del 12 aprile non sono importanti solo per fermare la corsa autoritaria di Viktor Orbán, ma anche e soprattutto perché negli ultimi anni il presidente magiaro ha ostacolato i processi decisionali dell'Unione europea, riportando l'Ungheria nell'orbita della RussiadiGiacinto della Cananea10 APR 26