Chi è Péter Magyar, l'uomo che ha battuto Orbán

Ex fedelissimo di Viktor Orbán e volto interno del sistema Fidesz, Péter Magyar ha trasformato una rottura privata e uno scandalo politico in una scalata al potere. Non un outsider né un rivoluzionario, ma un “ex” capace di parlare la lingua del governo e intercettare la stanchezza degli ungheresi dopo sedici anni di dominio

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13 APR 26
Ultimo aggiornamento: 08:53 AM
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AP Photo/Darko Bandic

Péter Magyar è il nuovo presidente dell'Ungheria dopo 16 anni di governo OrbánNell'edizione di marzo del Foglio Europeo Paola Peduzzi e Micol Flammini avevano scritto che gli ex, se vogliono, possono essere pericolosi, conoscono il lessico familiare, conoscono i punti deboli, riconoscono il panico, sanno dove colpire per fare male. Péter Magyar, quarantaquattro anni, dal 2002 al 2024 ha fatto parte di Fidesz, il partito di governo, il partito del premier Viktor Orbán: "Non è un leader di sinistra, non è uno di quei “liberal” che, secondo Orbán, vogliono snaturare, impoverire, svilire l’Ungheria – assieme all’Europa, assieme a George Soros – non è establishment né élite né tutto quel che il governo ungherese ha fatto passare per nemico, in quel carpiato sovranista e populista e revisionista per cui l’Unione europea è equiparata all’Unione sovietica: no, Magyar è semplicemente un ex. E per votare per lui gli ungheresi non devono passare da destra a sinistra, riposizionarsi, rimettersi in discussione: basta che siano stanchi, e dopo sedici anni è una cosa fisiologica".
Oltre ad aver militato per vent’anni e più in Fidesz, Péter Magyar è l’ex marito dell’ex ministra della Giustizia, Judith Varga, a lungo coppia simbolo dell’orbánismo: formazione conservatrice, giovani studenti confluiti in Fidesz, matrimonio, tre figli. Solo che poi l’amore è finito, il matrimonio anche, ma pure se Varga aveva già un altro compagno Orbán decise che la sua coppia-testimonial non si potesse separare, non nel mezzo di una campagna elettorale e impedì ai due coniugi di divorziare fino alla sua vittoria del 2022. Per un paio d’anni Magyar ha continuato a stare in disparte poi all’inizio del 2024 uno scandalo travolge il governo di Orbán, il quale immola la sua ministra donna e Magyar esplode, inizia a parlare, a denunciare, a raccontare il sistema di corruttela dentro all’orbánismo, all’inizio risparmiando la moglie, ma poi no, poi è diventato un tutti contro tutti in cui Magyar era il nemico di stato. 
A febbraio dell'anno scorso Magyar è apparso sul canale YouTube politico più popolare dell’Ungheria, Partizan, e ha parlato della corruzione nel partito di governo Fidesz con onestà e senza filtri. Dopo l’intervista in diretta (che ha ottenuto oltre 2,4 milioni di visualizzazioni), tutto il paese conosceva il suo nome, nel giro di pochi mesi è riuscito a portare decine di migliaia di persone in strada. Negli ultimi mesi il leader di Tisza, che sta per rispetto e libertà, ha tenuto decine di comizi, è andato in gran parte delle roccaforti di Orbán a solleticare le frustrazioni e la stanchezza di un elettorato che per anni si è concesso allo stesso premier, insinuandosi come alternativa tranquilla. Sempre sul Foglio Europeo, Flora Garamvolgyi ha scritto che se guardiamo i social media di Magyar o partecipiamo a uno dei suoi comizi, anche gli elementi visivi e certi elementi retorici non sono così diversi da quelli di Orbán: una quantità massiccia di bandiere rosso-bianco-verdi, pasti semplici e classici, abiti tradizionali. E’ l’immagine che Orbán ha cercato di padroneggiare in questi anni passati, quella di essere un “uomo comune”, “uno di noi”. Anche la politica di Magyar non è così diversa da come iniziò Fidesz: un partito di centrodestra.
Per Orbán, Magyar è il traditore. Proviene da due importanti casate giuridiche ungheresi. Uno dei suoi nonni era Pál Eross, che negli anni Settanta era il Santi Licheri ungherese, accendevi la tv e c’era lui a dirimere le cause. L’altro nonno era Ferenc Mádl, professore di diritto all’Università di Budapest, esponente del Forum per la democrazia e poi presidente della Repubblica. Sua madre è un magistrato importante: era scolpito nel corredo genetico che Péter prima o poi avrebbe scritto almeno un paragrafo della storia dell’Ungheria. Su Euporn Paola Peduzzi e Micol Flammini avevano ricostruito con ordine la vicenda che ha portato il giurista e diplomatico Magyar a sfidare il suo stesso mondo.