Lezioni per la destra italiana dalla goduriosa sconfitta di Orbán
La vergogna del sostegno di Meloni e Salvini, il tocco magico di Trump, che affonda quello che tocca. Archiviato Orbán non resta che archiviare l’orbanismo. Che cosa vuol dire per la destra fare una scelta di campo sull’Europa

Hungary's Prime Minister Viktor Orban, right, and his spouse Aniko Levai cast their ballots at a polling station in Budapest, Hungary, Sunday, April 12, 2026. (AP Photo/Petr David Josek)
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Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter.
E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.