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Così Antonelli diventa il più giovane poleman di sempre
Il “ragazzino” di Wolff riscrive la storia della Formula 1 e con i suoi 19 anni batte un vecchio primato di Sebastian Vettel Il talento della Mercedes, cresciuto sotto l’ala di Toto Wolff, non si esalta: “Me la godrò, ma non troppo perché il focus è già sulla gara”
Il ragazzino, come lo chiama Toto Wolff, ha riscritto la storia della Formula 1. Andrea Kimi Antonelli a 19 anni, 6 mesi e 18 giorni, diventa il più giovane poleman di sempre, battendo un vecchio primato di Sebastian Vettel. “Molti dicevano che era troppo giovane per la Mercedes, che avremmo dovuto farlo cominciare in un’altra squadra…”, dice il suo team principal, l’uomo che lo ha messo sotto contratto quando aveva 12 anni e lo ha seguito quasi come un figlio nella sua crescita sportiva e umana. Al box della Mercedes c’è solo un uomo più felice di Toto, è Marco, il papà, pilota a sua volta che quando aveva quattro anni se lo mise sulle ginocchia e gli insegnò a guidare in pista, capendo subito che quel bimbo aveva del talento. Oggi papà Marco è il suo consigliere, il suo sfogatoio, la roccia sulla quale appoggiarsi se in pista ha sbagliato qualcosa. Perché a 19 anni, alla sua seconda stagione in Formula 1, capita di sbagliare. Kimi aveva sbagliato la partenza in Australia e aveva fatto lo stesso poche ore prima nella gara sprint quando si era preso anche 10 secondi di penalità per aver toccato Hadjar. Kimi ha resettato la testa e le emozioni e quando in qualifica il suo compagno Russell ha avuto un problema elettrico al motore, non ha sentito il peso della responsabilità di dover portare la Mercedes in pole. Ha sentito più che altro il profumo della grande opportunità e non se l’è lasciata sfuggire. D’altra parte era già arrivato a soli 43 millesimi dal compagno in Q1 e poi lo aveva battuto in Q2. Aveva il feeling giusto con la migliore macchina di questo inizio di Mondiale.
L’ultimo poleman italiano era stato Giancarlo Fisichella nel 2009 in Belgio, nella sua ultima gara prima di passare alla Ferrari. “Adesso mi toglierà anche il primato dell’ultima vittoria italiana (19 marzo 2006) e sono contento perché è durata fin troppo”, dice il romano che vede ormai scricchiolare il suo ultimo primato. Un anno fa Kimi si era preso a Miami una pole sprint. Questa volta è una pole vera, una pole che vale per le statistiche e la storia: “Me la godrò, ma non troppo perché il focus è già sulla gara”, dice con la saggezza di un veterano. “E’ stata una sessione pulita senza errori, mi sono migliorato a ogni uscita in pista. Avevo un sacco di sottosterzo, pensavo addirittura di avere qualcosa di rotto e ho chiesto al team di controllare. Non è stato facile ma sono riuscito a mettere insieme il giro”, la sua analisi. Sa di non poter sbagliare la partenza come nella gara sprint della notte: “Finora è stato un punto debole, ma ho visto dove ho sbagliato e cercherò di fare una partenza pulita… non come durante la sprint quando ho fatto un po’ di casini”, il suo progetto di vittoria. Dovrà vedersela con Russell che non lo considera a parole, ma evidentemente lo teme. E dovrà tenere a bada le due Ferrari che scatteranno in seconda fila e fin qui sono sempre partite meglio degli altri. Il ragazzino è pronto a scrivere anche un’altra pagina di storia.