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Azzurro di Sci
La fine delle Olimpiadi. Salvini torna a Roma e teme Vannacci, la settimana bianca è finita
Il ministro dei Trasporti era diventato la mascotte di Cortina e lo si vedeva tutti i giorni su corso Italia a salutare tutti. Ma è tempo di rientri e ad aspettarlo nella Capitale c'è il generale con i suoi seguaci che gli rosicchiano punti percentuali mentre lanciano il loro appello: "No al matrimonio gay". E intanto le hockeiste si sposano
Cortina d’Ampezzo. Le Olimpiadi si avviano, assai dolcemente, verso la fine. Ieri a Cortina l’ultima gara di sci con lo slalom speciale femminile all’Olympia delle Tofane, vinta dall’americana Shiffrin. Ma la preoccupazione maggiore di tutte è: chissà che farà Salvini, adesso. Come riempirà le sue giornate. Lo si incontrava anche 4-5 volte di seguito su corso Italia, qui a Cortina, a fare lo struscio, quando non stava al Camineto e nelle aree vip dell’Olympia delle Tofane. Commentava tutto, anche l’annosa questione dei preservativi, vedeva tutti, salutava tutti, meglio di Calboni a Courmayeur (“Ciao carissimo! Buongiorno, contessa!); era diventato la mascotte olimpica più di Tina e Milo, i due pupazzetti ufficiali dei Giochi. Ieri però ha dato l’addio ai monti, anzi alle Alpi, è tornato a Roma, per il Consiglio dei ministri (chissà con che mezzo, in macchina e/o treno ci si mettono almeno sette ore, più che negli anni 50, al netto dei ritardi; ah, se ci fosse un ministro dei Trasporti). Ma Roma chiama. Anche perchè c’è Vannacci che rosicchia posizioni, i sondaggi lo danno in crescita, bisogna fare qualcosa. I punti del suo programma fanno paura, dunque piacciono, “no al matrimonio gay”, sorprendendo tutti – sa qualcosa che non sappiamo? – perché in Italia mai fu introdotto né qualcuno briga per introdurlo.
Dunque fine della settimana bianca, ma il gender, spinto fuori dalla porta, rientra dalla finestra. Alla Fondazione Prada. Ieri infatti Hilary Knight, hockeista da Palo Alto, California, pluripremiata e medagliata capitana della nazionale americana (che oggi sfiderà i canadesi), ha fatto la proposta di matrimonio alla sua morosa, che non è una notaia di Belluno o idraulica di Busto Arsizio, bensì anche lei una olimpionica, campionessa pluridecorata di pattinaggio, della Florida. Il tutto sullo sfondo della Fondazione Prada a Milano, appunto, epicentro del gender milanese più sartoriale, accanto al villaggio olimpico. Vannacci è avvertito. Intanto, se le Olimpiadi si avviano verso la fine, alcuni volontari monetizzano e mettono in vendita uniformi e gadget. Su Vinted, la soffitta globale dei nostri giorni, lo zainetto ufficiale sta a 70 euro, la tuta 150. Molte taglie XL. Ma sempre su Vinted si trova anche l’opera omnia di Salvini: “Controvento. L’Italia che non si arrende” (Piemme, 2024), molti esemplari, discreto stato, 4 euro. “Secondo Matteo. Follia e coraggio per cambiare il paese” (Rizzoli, 2016), 4,90, poi “Il cazzaro verde” (Paper First, 2019), di Andrea Scanzi dedicato al Nostro, e “Il dittatore”, di Giampaolo Pansa (Rizzoli, 2019). Ce n’eravamo dimenticati, di questo. “Chi l’avrebbe detto. Matteo Salvini ci sembrava un politico di terza o quarta fila. Ma la politica italiana è un congegno magico che riserva mille sorprese”, recita la quarta di copertina. Due euro, sconti di fine stagione, vabbè.