Aleksander Ceferin (foto LaPresse)

L'Uefa lancia la coppa dei poveri

Emmanuele Michela

Pur di offrire un palcoscenico continentale ai piccoli club senza soldi Ceferin annuncia l'Europa League 2. Altro che inclusione, l'Europa del calcio è sempre di più a due velocità

Ha ancora una forma e un nome tutta da definire l’Europa League 2, ma ha già il sentore di un trofeo destinato a raccogliere le briciole delle altre ben più blasonate coppe continentali. Perché in fondo organizzare una nuova competizione in un calendario calcistico già zeppo di appuntamenti, per permettere di avere un piede in Europa anche a quei club che non riescono ad ambire ad alti livelli, ha poco da promettere al bel gioco e allo spettacolo - e non è un caso, forse, se si è già deciso che tale coppa troverà spazio nel palinsesto calcistico alle 16.30 del giovedì. Bene che tutti possano sognare in grande, anzi, la stoffa con cui spesso i piccoli club affrontano le avventure europee (si pensi all’Atalanta in Europa League nella scorsa stagione) è un inno al gioco del calcio. Ma qui il rischio è quello di avere un trofeo che correrà in parallelo alle altre due grandi coppe, una Serie C del calcio continentale dove i piccoli si scanneranno tra di loro riducendo al minimo il “rischio” (tanto temuto dai grandi club e dai loro portafogli) di mettere piede in stadi d’alto lignaggio, siano Old Trafford, Camp Nou o Santiago Bernabeu.

 

La Uefa però è decisa nel suo piano, che ieri ha ufficializzato dopo mesi di mezze verità. Si partirà nel triennio 2021-2024, con un trofeo che accoglierà 32 squadre. Il progetto riesce ad allagare il giro di federazioni che riescono ad avere una loro bandierina a una fase finale di un trofeo continentale (da 26 a 34), aspetto che al presidente della Uefa Ceferin piace molto. I dettagli relativi alla partecipazione sono ancora da definire (ci sarà tutto il 2019 per farlo), ma è già chiara la formula: i club saranno divisi in otto gironi da quattro, dai quali poi si accederà agli ottavi di finale. Prima di questo turno vi sarà un’ulteriore fase a eliminazione diretta tra le squadre seconde classificate nei gironi e le squadre terze classificate nei rispettivi raggruppamenti di Europa League. Ambita la posta in palio: chi vince avrà diritto a partecipare all'edizione successiva della vecchia Coppa Uefa

 

Chi parteciperà all’Europa League 2? Sicuramente ogni club che trionferà nel suo campionato avrà diritto ad accedere alle qualificazioni per la Champions, ma solo quelle squadre provenienti dai migliori 15 campionati continentali potranno ambire ad entrare in Europa League. Nella sua sorella minore andranno tutte le altre federazioni, con l’aggiunta di alcuni club dalle leghe nazionali più importanti (ad esempio la settima classificata in Serie A). “La nuova coppa renderà le competizioni Uefa per club più inclusive che mai”, sono state le parole di Ceferin. “Ci saranno più partite per più squadre, con più federazioni rappresentate nelle fasi a gironi. Questa competizione è frutto del continuo dialogo intrapreso con i club attraverso la European Club Association. C'e' stata la richiesta, da parte di tutti i club, di accrescere le possibilità di partecipare con maggiore regolarità alle competizioni europee”. Certo non è poco che ci siano più spazi per giocare. Ma l’impressione è quella di un calcio europeo che va sempre più separandosi (quasi un'Europa a due velocità): ai vertici della piramide resta la Champions, sempre più inaccessibile a chi non ha determinati budget. Un gradino appena sotto l’Europa League, che vedrà anche ridursi il numero di partecipanti (da 48 a 32), diventando così ulteriormente selettiva. Infine, all’ultimo piano, le squadre meno prestigiose, che arrivano da federazioni poco importanti. Potranno sognare sì di avere la loro coppetta europea alle 4 del pomeriggio, ma non di sfidare Messi al Camp Nou.

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