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La Roma si ferma a un gol dalla rimonta. Liverpool in finale

I giallorossi battono gli inglesi per 4-2, ma non basta. I Reds voleranno a Kiev dove incontreranno il Real Madrid che martedì ha eliminato il Bayern Monaco

3 Maggio 2018 alle 08:19

C'è Edin Dzeko, c'è Radja Nainggolan, due volte, c'è un autogol di James Milner, ma c'è pure Sadio Mané e Georginio Wijnaldum, e questo basta a rendere la vittoria della Roma all'Olimpico inutile. Perché tra il 4-2 del ritorno e il 5-2 dell'andata c'è un gol di differenza, uno di troppo subito, uno mancante all'attivo. E questo basta per scordarsi la finale di Champions League a Kiev contro quel Real Madrid che per il terzo anno di fila raggiunge la finale e per il terzo anno di fila con Zinedine Zidane in panchina.

 

La Roma deve rammaricarsi per gli errori difensivi per quei due vantaggi regalati ai Reds, prima della ribalta finale, prima di quello che sembrava un'altra rimonta incredibile stile Barcellona. Niente da fare però. Un palo, un rigore che forse c'era lasciano a terra i giallorossi, ma sono gli errori dietro che fanno mangiare le mani a Eusebio Di Francesco. Perché la Roma c'era, ha giocato bene, ma ha sbagliato troppo e contro una squadra quadrata e che utilizza il contropiede in modo eccellente come quella guidata da Jürgen Klopp, sono regali che nessuno si può permettere di fare.

 

E così la storia bella della Roma in Champions finisce, forse in modo triste, sicuramente in modo orgoglioso, perché la squadra si è battuta, ha lottato, ha fatto il suo, ha sbagliato certo, ma ha sempre provato a ribaltare quello che sembrava già scritto. I tifosi ieri hanno applaudito gli uomini che dal campo uscivano sconsolati. Applausi meritati.

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    03 Maggio 2018 - 09:09

    Ancor più impressionante è stata l'eliminazione del Bayern da parte dell'odiato (almeno da me) Real Madrid. Ma possibile che con tutto il volume di gioco sviluppato i crucchi abbiano creato sì parecchie occasioni da rete, ma le abbiano sbagliate quasi tutte? Il "calciatore più completo nel panorama calcistico mondiale" (Thomas Müller) non si è visto proprio. Alla fine bisogna avere i piedi buoni: devi saper mandare la palla dove vuoi che vada e alla velocità richiesta dall'azione che si sta svolgendo.

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