Gli Acchiappafantasmi

“Blasfema”. L'ultima guerra (persa) del Codacons è contro Chiara Ferragni

Un'altra battaglia alla ricerca di notorietà: così l'associazione di Rienzi va all'assalto dei Ferragnez. E Fedez lo sfotte: "Amen"

Enrico Dalcastagné

L'influencer appare su Instagram nelle vesti di una Madonna e l'associazione dei consumatori non perde tempo: denunciata per blasfemia e offesa al sentimento religioso. È il solito “metodo Codacons”

Prima vennero i vaccini e Pokémon Go, il Grande Fratello Vip e la piattaforma galleggiante di Christo. Poi fu il turno di Corto Maltese e del guardalinee malese Awang Hamat. Tutti nemici dei consumatori, stando a sentire il Codacons. Gli ultimi a essere presi di mira dall'associazione di Carlo Rienzi sono i coniugi Ferragni. Dopo la denuncia mossa alla coppia per la raccolta fondi destinata al mini ospedale Covid di Milano, ora si apre un nuovo capitolo. Il Codacons ha denunciato l'influencer regina di Instagram – nella top ten delle più pagate al mondo – per “blasfemia e offesa al sentimento religioso”, dopo la diffusione di un'immagine in cui la Ferragni appare raffigurata come una Madonna.

 

La fotografia, pubblicata a corredo di un'intervista a Vanity Fair e che la ritrae nei panni di una moderna Madonna con bambino, sfrutterebbe la figura della Vergine e la religione a scopo commerciale, “essendo noto come la Ferragni sia una vera e propria macchina da soldi finalizzata a vendere prodotti, sponsorizzare marchi commerciali e indurre i suoi follower all'acquisto di questo o quel bene”.

 

Dopo un gesto del genere, che – assicurano dal Codacons – “ha generato indignazione e raccapriccio nell'opinione pubblica e sul web, presentiamo un esposto alla procura della Repubblica e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini affinché intervengano in quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l'intero mondo e per l'arte in genere”. Ma non finisce qui, Rienzi e i suoi puntano ancora più in alto: non a caso l'esposto è stato inviato anche a Papa Francesco, invitato a pronunciarsi contro questa “squallida e inutile provocazione”.

 

Com'era immaginabile, non si è fatta attendere la replica del signor Ferragni: “Mi mancavano”, ha commentato su Twitter Fedez, che in piena pandemia aveva avuto una lunga querelle con Rienzi per la questione relativa alla raccolta fondi che ha consentito la creazione di un nuovo reparto di terapia intensiva all'ospedale San Raffaele. Aggiungendo un lapidario “Amen, passo e chiudo”, il rapper ha poi condiviso su Instagram il commento dell'ex parlamentare Guido Crosetto.

 

Del resto il polverone seguito alla denuncia non stupisce, la polemica segue un copione già visto. Gli studenti a scuola hanno freddo? Il Codacons denuncia. I turisti si lamentano perché i Musei Vaticani sono sovraffollati? Il Codacons denuncia. Pochi bagni al concerto degli Stones? Immaginate un po' l'esito. “Basta annunciare un esposto e i media (siti e giornali) immediatamente rilanciano senza filtro la notizia. Se poi ad abboccare è un pm – com'è accaduto con esposti di altre associazioni di consumatori in procure di provincia – allora l'associazione ci campa su per anni”, aveva notato il Foglio lo scorso maggio. Una denuncia è per il Codacons un investimento a costo zero con un enorme ritorno pubblicitario. Il tutto con la complicità dei giornali.

 

Di recente, critiche al movimento fondato nel 1986 da Carlo Rienzi – e da lui gestito in modo personalistico – sono state sollevate da più parti. Lo scorso luglio aveva fatto parlare il video pubblicato da Carlo Calenda, in cui l'ex ministro dello Sviluppo economico evidenziava con grande efficacia la “denuncite galoppante” dell'associazione di associazioni, oltre a varie opacità nella sua gestione dei fondi. In quell'occasione Rienzi replicò a Calenda accusandolo di essere “ossessionato ai limiti dello stalking” e promettendo di rispondere punto per punto.

 

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