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Il trattamento Matzneff

Senza editore, senza biblioteche, senza casa, senza premi, senza soldi e in aula. Così finisca lo “scrittore pedofilo”

9 Gennaio 2020 alle 06:00

Il trattamento Matzneff

Gabriel Matzneff (screenshot da Vimeo)

Roma. E’ una donna, la direttrice del settimanale Marianne Natacha Polony, a fustigare un po’ l’ipocrisia della vicenda: “L’ambiente letterario francese sembra essere diventato la scena privilegiata dell’indignazione organizzata delle gang. Nella monotonia della stagione delle vacanze e delle lunghe passeggiate, l’affaire Matzneff ha risvegliato dal torpore invernale. Tutta la macchina è in movimento, interviste, denunce, scuse pubbliche, non si risparmia nulla. La maggior parte della sinistra si scusa pietosamente. Altri la fanno franca, spiegando che non è l’epoca o...

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Giulio Meotti

Giulio Meotti

Lavora al Foglio dal 2003. Si è laureato in Filosofia. Ha scritto per il Wall Street Journal. È autore di quattro libri su Israele, alcuni tradotti in più lingue. È sposato. Ha due figli.

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Commenti all'articolo

  • filotea62

    10 Gennaio 2020 - 12:41

    Si tratta del difficile rapporto tra l'uomo e la sua opera. Se l'uomo merita una condanna, la riceva, ma se la sua opera, che non conosco, è valida, deve rimanere perché l'opera supera l'artista che l'ha creata.

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