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Il nuovo pubblico della Disney e le polemiche inutili

Una Sirenetta nera non toglie niente a nessuno, tantomeno alla storia

11 Luglio 2019 alle 13:03

Il nuovo pubblico della Disney e le polemiche inutili

Il problema, a quanto pare, è che questa nuova Sirenetta, questa del live action Disney, questa che ha la faccia (e la voce, e lo sguardo bellissimo) di Halle Bailey, non rispetterebbe l’immaginario comune. Il nostro immaginario. L’immaginario della nostra infanzia. La “nostra” Sirenetta ha i capelli rossi e la pelle bianca, e questa non c’entra assolutamente niente con il cartone animato che abbiamo adorato. Sorpresa, cari amici: di noi, del nostro immaginario e della nostra infanzia non importa a nessuno. Sorpresa numero due: è arrivato il momento di crescere. Se la Disney ha deciso di rimettere mano ai suoi più grandi successi animati e di farne una versione in live action, con persone di carne e ossa cioè, è perché cerca un nuovo pubblico. Quindi sì, sono diversi. Cambiano. Si affida ad altri attori, altri registi, altre idee. “Ma quella è la nostra Sirenetta!”. No, non è mai stata nostra. Ha fatto parte della nostra vita, è vero, e continuerà a farne parte; questa è una nuova Sirenetta, ed è giusto che sia così. Anche perché, sorpresa numero tre, non c’è nessun regno sotto gli oceani, non c’è nessun compendio che dica: le sirenette possono essere solamente in un certo modo.

 

E no, sorpresa numero quattro, non c’entra niente il politicamente corretto. Ultimamente sta diventando la scusa per qualunque cosa. Buonismo, politicamente corretto, paura di offendere. La Disney ha un’idea e un taglio editoriale chiari, e una visione da perseguire. Noi – e la nostra infanzia, e il politicamente corretto – c’entriamo poco. Nulla, anzi. Sul web si trovano delle tesi straordinarie, cose che, a leggerne, hanno anche una loro ragione: la Sirenetta era rossa per un motivo particolare, per una selezione di colori e di sfumature, per veicolare un messaggio. Va bene: e quindi? Confrontare un live action con la sua versione animata non ha senso; e rifare un film, sorpresa numero cinque, non vuol dire, per forza, rifarlo per filo e per segno. Anche perché, e lo capirete da soli, non è possibile.

 

Ah, è inutile anche citare Andersen e la sua favola: nemmeno il film animato la rispettava. Con Mulan, invece, il problema sembra essere opposto: è troppo fedele alla leggenda originale, quella cinese. E quindi mancano alcuni personaggi di finzione, creati nel cartone animato, come Mushu, il drago-guardiano-sveglia degli antenati. La gente, più seria che mai, ha detto: questa non è la vera Mulan. In realtà, sorpresa numero sei, questa è più vera dell’altra Mulan, molto più vicina alla sua cultura originale, alla Cina, alle storie che si sono raccontate. E poi, guardando il primo trailer, sembra anche un vero film: un action, un wuxai. Ma perché, si legge online, per Mulan hanno scelto un’attrice cinese, rispettando la storia, e per la Sirenetta no? Perché non ne hanno scelto una bianca, o nera? Perché, meglio ancora, non hanno scelto un uomo? Perché una ha delle basi precise, un riferimento preciso, e un’ambientazione vera. E l’altra no; l’altra è un prodotto di pura finzione, ambientato in un mondo immaginario, con personaggi immaginari.

 

Ma forse, ecco, il vero problema è un altro; il vero problema, qui, siamo noi. Noi coccolati, noi viziati, noi convinti che al centro di tutto ci siamo sempre e solo noi, e che la nostra idea – “il nostro immaginario” – sia quella più importante. L’unica che valga la pena ascoltare. No, sorpresa numero sette, non lo è. Contestualizziamo le cose, proviamo a raccontarle per come sono. Una Sirenetta di colore, nera, non toglie niente a nessuno. Non toglie nulla al film, soprattutto. E alla storia.

 

Ecco, sorpresa numero otto: un film è solamente un film. Se rivolete la vecchia “Sirenetta”, o la vecchia “Mulan”, non c’è problema. Esiste questa cosa, si chiama internet – sorpresa numero nove! – ed è piuttosto facile da usare. Potete comprare un dvd o un Blu-ray, o visitare una delle piattaforme streaming che ci sono.

Gianmaria Tammaro

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Commenti all'articolo

  • itspepitobitch

    17 Luglio 2019 - 22:10

    Per non parlare del fatto che l'attrice in questione è una protetta della cantante Beyonce, la quale ha lavorato recentemente con la Disney per Il re leone e sicuramente avrà pressato per questa scelta; d'altronde è risaputo il potere che abbiano lei e il marito in ogni campo nel quale si inseriscano. Per cui è facile additare l'altro e parlare subito di razzismo, ma qui la questione è ben più complessa.

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  • itspepitobitch

    17 Luglio 2019 - 22:10

    Quanta saccenza in quest'articolo... non è certo questo il modo di rivolgersi a un lettore. Detto questo, sono d'accordo su alcuni punti ma su altri no. Io credo che non ci sia nulla di male a fare interpretare un personaggio bianco a una persona di colore, ma Ariel è un personaggio troppo iconico per essere stravolto così... avrebbero potuto modificare qualsiasi personaggio ma non lei, che tra l'altro ha segnato il periodo di rinascita della Disney ed è amata da tutte le generazioni di bambine dall'89 ad oggi. Avrebbero potuto anche scegliere un'attrice di colore che fosse più somigliante, questa somiglia a Janet Jackson, non di certo ad Ariel. Inoltre l'obiettivo di questi remake è proprio quello di ricreare fedelmente il cartone dalle musiche alle ambientazioni, anche per dare l'effetto nostalgia a chi è cresciuto guardandoli e mi pare che con la bella e la bestia e aladdin abbiano fatto un ottimo lavoro. In questa scelta invece il politically correct c'entra eccome...

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  • Carlo A. Rossi

    11 Luglio 2019 - 15:03

    Premettendo che sono piuttosto d'accordo con il contenuto, a parte lo stile, per cui parrebbe che l'autore si rivolga ad un pubblico di decerebrati, c'è però una questione di fondo che mi sembra sfugga. Mulan è il personaggio di una fiaba cinese, perciò è rappresentata come cinese, e ci mancherebbe altro. La sirenetta, per quanto personaggio completamente fantastico, fu creata da un autore danese: immagino quindi che se la immaginasse come una ragazza europea (ancorché con la coda da pesce, ma non è questo il punto). L'immaginario, anche in questo caso, è limitato dalla fantasia dell'autore: fare una sirenetta nera, non mi causa problemi. Ma nessuno girerebbe mai una Mulan nera, o sbaglio? Stesso discorso per il film "Thor", dove Heimdall è nero...onestamente, Heimdall nero non esiste proprio, per ovvi motivi. Il sospetto che la Disney faccia politica rimane, mi perdoni.

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