Scrittore gay irride il gender. E la Bbc Books manda al macero il suo lavoro

Giulio Meotti

Il testo di Gareth Roberts estromesso dalla serie “Doctor who”

Roma. Il Guardian di questa settimana in uno speciale la chiama “cancel culture”. “I tweet che condannano, gli editori che cancellano o alterano i libri e chiedono agli autori di scusarsi, gli autori che pensano che sia rischioso persino parlare in pubblico di questo argomento”. E’ il caso di uno degli autori della serie “Doctor Who”, Gareth Roberts. E’ stato estromesso da una nuova antologia di storie basate sul celebre programma televisivo a causa di quello che l’editore Bbc Books (di proprietà della Penguin Random House e dell’emittente pubblica inglese) ha descritto come “linguaggio offensivo sulla comunità transgender”. Roberts, che aveva già scritto sia episodi per la tv sia libri di Doctor Who, si era visto commissionare un nuovo racconto e l’aveva presentato. Quando la notizia del suo contributo è trapelata online, alcuni colleghi si sono subito mossi per la sua cacciata, mentre altri collaboratori della serie hanno minacciato di ritirarsi se Roberts fosse rimasto coinvolto.

 

“La Bbc Books si è piegata immediatamente a queste richieste, e sono stato informato che sarei stato pagato ma la mia storia non sarebbe stata pubblicata, poiché giudicavano, erroneamente secondo me, che un potenziale boicottaggio avrebbe reso il libro economicamente non redditizio”, dice Roberts. Nel 2017 lo scrittore aveva tuittato: “Adoro il modo in cui i trans hanno scelto nomi come Munroe, Paris e Chelsea. Non è mai Julie o Bev, è così?”. La decisione ha causato una tempesta su Twitter, con Roberts sostenuto da nomi di peso come la scrittrice Julie Bindel, femminista radicale. Susie Day, autrice di libri per bambini, ha ammesso di essere stata una delle scrittrici a protestare per l’inclusione di Roberts nell’antologia, affermando che “essere coinvolti sembrava un tacito sostegno delle sue opinioni”. Anche Bethany Black, il primo attore trans di “Doctor Who”, ha sostenuto la decisione editoriale di purgare lo scrittore.

 

Roberts, che è gay, ha detto di non credere nell’identità di genere: “E’ impossibile per una persona cambiare il proprio sesso biologico. Non credo che qualcuno sia nato nel corpo sbagliato”. Roberts è reo anche di aver definito Chelsea Manning come “transessuale”, un termine ora considerato offensivo. Toby Young, editor dello Spectator, ha criticato la decisione della Bbc come “scioccante”, definendola un “affronto alla libertà di parola” da parte di una “società di proprietà pubblica”. Qualche settimana fa un altro scrittore omosessuale, l’irlandese John Boyne, già autore del bestseller mondiale “Il bambino col pigiama a righe”, era incorso nell’ira dei social dopo aver pubblicato il suo nuovo romanzo omaggio alla comunità trans, “My brother’s name is Jessica”. La sua colpa, aver detto di rifiutare la parola “cis” (persona non transgender): “Non mi considero un cis; mi considero un uomo… Rifiuto l’idea che qualcuno possa obbligare qualcun altro a usare un termine indesiderato”. Non è bastato a Boyne che fosse gay e che avesse scritto un libro sui trans. Doveva prendere tutto il pacchetto, compresa la folle neolingua in uso.

 

George Orwell aveva lavorato alla radio della Bbc come giornalista durante la Seconda guerra mondiale. Se ne andò nel 1943 perché, come aveva spiegato nella lettera di dimissioni, alla Bbc stava “sprecando il suo tempo e il denaro pubblico”. L’esperienza alla Bbc però era diventata per lui fonte d’ispirazione: per la famosa Stanza 101 di “1984” si era ispirato alla omonima sala riunioni della Bbc. Orwell aveva capito che da quelle stanze sarebbe nata una mentalità dispotica e democratica che avrebbe omologato la società.

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.