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Dietro ogni influencer c’è un essere umano che scatta

I “maritogram” e la trasformazione dei profili social in ufficio di collocamento

15 Gennaio 2019 alle 14:24

Dietro ogni influencer c’è un essere umano che scatta

Foto LaPresse

Roma. L’Instagram husband è lo schiavo più schiavo di tutti. Può essere anche solo fidanzato o amico o addirittura femmina – la nomenclatura è sempre patriarcale, che volete farci: per esempio, la forte vitalità e sicurezza di sé nel 2019 le indicheremo con l’acronimo Bde, che sta per la big dick energy, di cui pare che Rihanna sia molto dotata; riabilitazione mondiale del “donna con le palle” che nei migliori anni del post femminismo s’era tentato di bandire per sessismo. L’Instagram husband, che qui chiameremo anche maritogram, è colui o colei che scatta le foto da postare, l’instancabile essere umano deputato al “rifalla, mi si vedono le borse” ad interim, il fotografo H24 che ogni influencer si porta appresso, “la persona invisibile che sta dietro la tua fotocamera” – ha scritto l’Atlantic. C’è un alacre Instagram husband dietro ogni influencer, naturalmente, ma anche dietro ognuno di noi, che dopotutto siamo influencer e micro influencer in potenza. Per fare i micro influencer, infatti, basta avere poco più di mille seguaci e ottima parlantina (per le aziende è un affare: i micro Ferragni non costano nulla, s’accontentano di ricevere gratuitamente il prodotto che devono sponsorizzare, assicurano piccoli bacini di clientela che, sommati, fanno un enorme lago).

   

L’Instagram husband sembra ma non è una delle evoluzioni possibili, e gender fluid, del maschio distrutto dai saldi – il poveraccio che costringiamo ad accompagnarci a fare shopping e che non può permettersi d’appaltare tutto a un commesso, come fa Richard Gere in “Pretty Woman”, peraltro raccomandando di spendere una cifra “spudorata”. La sola cosa che le due figure condividono è l’assenza di un sindacato che le tuteli. Per il resto, il maritogram ha tutto l’interesse a fare e rifare fotografie, a sciupare le sue giornate al mare nella ricerca della posa migliore della propria Instagram wife, specie se lei ha un suo pubblico (ma va bene anche un micro pubblico, ça va sans dire): ne guadagna in visibilità, pace coniugale, denari, tutto. Se il maritogram e la mogliegram sono marito e moglie anche nella vita, con un po’ d’impegno (e parassitismo da parte di uno dei due) è possibile creare piccole aziende familiari, e magari imperi, e magari i Ferragnez.

   

“C’era una volta Fedez, era un cantante con poco talento, ma poi ha incontrato la propria vocazione: è diventato il marito di Chiara Ferragni”, ha scritto Guia Soncini su Rivista Studio.

Chiara Ferragni è un caso eccezionale di collocamento familiare: oggi esce “La Memoria dei corpi”, il nuovo romanzo di sua madre, Marina Di Guardo, che era scrittrice anche prima che sua figlia diventasse chi è, ma non aveva i richiami in copertina su Vanity Fair; poi c’è la sorella, Valentina Ferragni, ormai influencer richiestissima; poi c’è Fedez; poi ci sono tutti coloro che, grazie anche solo a una menzione di lei in una sua Instagram story, moltiplicano il fatturato per un paio di settimane.

   

L’Atlantic ha raccontato la storia di Jordan Ramirez, uno che ha fatto virtù della sudditanza alla quale lo aveva ridotto sua moglie, Dani Austen, dotata di diverse centinaia di migliaia di follower (amore, fotografami mentre faccio qualunque cosa e bada che non mi si vedano rughe, cellulite, noia di vivere e non t’ingelosire se i miei seguaci mi venerano e mi molestano, so’ seguaci, che vuoi farci). Ramirez ha creato un podcast, “The Instagram Husband Podcast”, dove altri mariti come lui raccontano le loro storie (d’amore, di stress, di fatica, di successo) e, soprattutto, fanno networking. Molti di loro sono artefici del successo delle mogli: le aiutano a trovare lo stile giusto per le didascalie, studiano gli hashtag più efficaci, selezionano il look (“anche quando andiamo in vacanza, perché noi lavoriamo anche allora”, ha detto una mogliegram all’Atlantic). In certi casi, i mariti elaborano un racconto di coppia che li include e che intenerisce (e raddoppia) il pubblico. L’abile Instagram husband convoglia sul proprio profilo tutti i seguaci di sua moglie.

E quindi è così che andrà, ragazze: li manterremo in seguaci (sempre meglio che in assegni).

Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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