"Tariq Ramadan si è infiltrato nelle democrazie per portarci l'islam politico"

Parla Caroline Fourest, accusatrice dell'islamologo sospettato di stupro

9 Novembre 2017 alle 10:50

"Tariq Ramadan si è infiltrato nelle democrazie per portarci l'islam politico"

Tariq Ramadan

Roma. Nonostante le accuse di violenza sessuale arrivate da una decina di donne musulmane tra Francia, Belgio e Svizzera fossero già uscite sulla stampa da due settimane, l’islamologo Tariq Ramadan tre giorni fa si trovava a Rimini ospite del Centro Studi Erickson, importante pensatoio di sociologi ed educatori di Trento, a parlare al loro convegno su una “scuola inclusiva”. Ramadan ha tenuto una lezione dal titolo “i requisiti educativi per insegnare e gestire la diversità” (fra gli ospiti, anche Eraldo Affinati e Benedetta Tobagi). “Non ho mai visto nessuno così talentuoso e machiavellico come Tariq Ramadan nel manipolare l’opinione pubblica”, dice al Foglio Caroline Fourest, che a Ramadan ha dedicato il libro “Frère Tariq” e che ha fatto parte per anni della redazione di Charlie Hebdo (oggi scrive per Marianne). Mentre proliferano le accuse di violenza sessuale ai danni di Ramadan, che lui respinge al mittente parlando di “complotto” mentre Oxford lo sospende dall’insegnamento, nel mirino ci finiscono i “compagni di strada” dell’islamologo svizzero. Charlie Hebdo ne ha messo uno in copertina, Edwy Plenel, il direttore e fondatore di Mediapart. Il giornalista ha reagito evocando il “manifesto rosso” del regime di Vichy sulla condanna a morte di 23 resistenti, citando Romain Rolland: “Mi possono odiare, ma non saranno in grado di insegnarmi l’odio”. Dunque i difensori di Ramadan sarebbero i nuovi “resistenti”. Il 17 gennaio 2015 a Brétigny-sur-Orge Edwy Plenel e Tariq Ramadan apparvero in pubblico a fare causa comune contro l’“islamofobia”, benedendo la convergenza tra proletari e musulmani, lavoratori e immigrati. I francesi in quelle stesse ore stavano piangendo i loro morti, quelli di Charlie Hebdo, all’Hyper Cacher e la poliziotta a Montrouge. Due giorni prima, in milioni erano scesi per strada per difendere la libertà di espressione e protestare contro il terrorismo islamista. Ma Plenel e Ramadan “non erano Charlie”.

 

“Si deve distinguere fra la duplicità di Ramadan sull’islam e le accuse di stupro” prosegue Fourest al Foglio. “La cosa più scioccante oggi per me è questo silenzio di una parte della sinistra, è cecità ideologica. Plenel e Ramadan hanno fatto conferenze assieme, e Plenel ha attaccato come ‘islamofobo’ chiunque criticasse Ramadan. Ha negato ogni accusa a Ramadan. Oggi che sappiamo chi sia Ramadan, la sua risposta è dire che è una vittima dell’odio. E’ una intellighenzia miserabile. Sono gli utili idioti di Ramadan, come Edgar Morin, che ha scritto due libri con Ramadan. C’è il direttore del Monde Diplomatique, Alain Gresh, e i sociologi che hanno difeso Ramadan e attaccato le persone che lo criticavano. In Belgio, in Svizzera, in Italia, in Marocco, Ramadan è stato in grado di insinuarsi in tutti gli ambienti che contano. E’ stato un fondamentalista molto intelligente e abile. Su Press Tv, la tv del regime iraniano, aveva un suo programma. E ogni volta che perdeva un incarico in un paese, come a Rotterdam, si spostava in un altro”.

 

Ci si domanda quale sia il segreto del successo di Tariq Ramadan. “Viene da una lunga storia di islamisti dalla visione strategica, il nonno in Egitto, il padre in Pakistan. Tariq serve la ‘dawa’, sdoganare i Fratelli musulmani, convincere le élite, le istituzioni, i giornalisti, gli intellettuali” prosegue al Foglio la giornalista francese Caroline Fourest, grande accusatrice di Tariq Ramadan, cui ha dedicato libri e inchieste.

 

Per Jacques Julliard, la “glaciazione islamica”, di cui sarebbe espressione il sodalizio fra islamologi come Ramadan e una parte della gauche francese, è la terza “glaciazione intellettuale” della sinistra dopo la “glaciazione stalinista” e la “glaciazione maoista”. Alcuni si domandano quali siano le differenze fra i casi Weinstein e Ramadan. “La differenza con Weinstein è che le vittime di Ramadan, che sono numerose quanto quelle di Weinstein, sono donne musulmane religiose che si sentono in colpa, che hanno paura di lui, è come una setta, perché Ramadan ha sottomesso anche psicologicamente le sue vittime” continua Fourest. “Molte ragazze ora parlano di minacce violente, intimidatorie, da parte del network della Fratellanza musulmana. Alla prima donna che ha denunciato hanno dato della ‘puttana sionista’. C’è da aggiungere che è la prima volta che Charlie Hebdo riceve minacce di morte non per aver fatto delle vignette su Maometto, ma per aver ironizzato su Tariq Ramadan”.

 

Secondo Caroline Fourest, la responsabilità maggiore ricade sugli inglesi. “Oxford ha una grande responsabilità in questa storia. Sono atterriti dai fondamentalisti islamici e dai predicatori. Oxford ha dato a Tariq Ramadan la legittimità intellettuale che gli serviva e il Qatar ha pagato per il suo titolo accademico. Senza il Qatar quel dipartimento a Oxford non sarebbe mai esistito. E poi Ramadan è andato a inaugurare un dipartimento a Doha assieme a Yusuf al Qaradawi, l’imam della Fratellanza musulmana. In Inghilterra, Ramadan ha trovato ossigeno. Gli inglesi per anni hanno protetto i peggiori islamisti e jihadisti in nome del multiculturalismo, in cambio di una sorta di ‘pace’ sociale che avrebbe consentito loro di controllare le comunità islamiche. Tony Blair ha persino assunto Tariq Ramadan come consulente e, dopo il massacro di Charlie Hebdo, gli inglesi sono stati i più codardi”.

 

Fourest si felicita per la caduta di questa celebre icona per anni accolta nei salotti, nelle sale conferenze, sui giornali, nelle case editrici che contano, ma avrebbe voluto che Ramadan fosse stato sconfitto sul campo delle idee, non grazie alle accuse di molestie sessuali. “Io sono di sinistra, ho lavorato a Charlie Hebdo, e ho sempre detto che Ramadan era pericoloso per le sue idee e che era un islamista antisemita. Ma una parte della sinistra non voleva sentire e ascoltare. Vedremo se questa sarà la fine di Ramadan. Ci sono ancora molte vittime nell’ombra. Non penso che Ramadan avrà più la stessa capacità di manipolazione che ha avuto finora. Ma ha già di sicuro molti allievi pronti a continuare la sua opera di manipolazione. Tariq Ramadan ha un obiettivo: portare più e più islam nei paesi ospitanti, organizzare un Califfato non come quello dell’Isis, ma infiltrandosi nei paesi democratici, fino a che l’opinione pubblica sarà pronta ad accettare l’islam politico”.

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Commenti all'articolo

  • mario.patrizio

    09 Novembre 2017 - 15:03

    A me che capisco lentamente, appare come un altro modo di fare la guerra, non conquistare territorio, poi ti tocca difenderlo, conquista le anime. Pare poi che sono messi piuttosto bene, occupando gli islamisti gli interstizi dei nostri valori, laici e tolleranti. Col sovrappiù del contributo delle quinte colonne e dei sensi di colpa, tra i quali la superiorità tecnologica e la disponibilità di potenti mezzi d'offesa. Col timore di vivere uno di quei passaggi della storia ineluttabile, un esito scritto nei processi evolutivi. Troppe concomitanze indirizzano alla stessa conclusione.

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  • travis_bickle

    09 Novembre 2017 - 14:02

    Il radar di scoperta degli abusatori sessuali si sposta dall'ebreo Weinstein al noto intellettuale islamico Ramadan ed ecco che i liberisti con il finanziamento pubblico, con uno spettacolare carpiato avvitato (coefficiente 3,9)passano dal panmignottismo (tutte le donne sono mignotte tranne la mamma) al femminismo radical. E non gliela faremo mica passare liscia questa contraddizione tra il dire e il fare, all'islamico: mica si sta parlando del defensor fidei (et familiae) divorziato che faceva i festini con le minorenni e la cocaina, non rischiamo mica il moralismo ipocrita e bigotto a dare addosso al musulmano, quella e' una religione inferiore, dovremo pur poterlo dire. Infatti e' giusto fondare nuove c olonie in Cisgiordania.

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    • Carlo A. Rossi

      10 Novembre 2017 - 00:12

      Carissimo Signor Bickle, ma oltre ad avere un sacco di tempo da perdere per commentare ad ogni ora del giorno, con rispetto, che c'entrano le cosiddette colonie in Cisgiordania, che sarebbe più corretto chiamare Giudea e Samaria con la vicenda di Ramadan? È proprio vero che, nella mente di certuni, gli ebrei sono sempre presenti. Spesso, bisogna dirlo, a sproposito. Contavo i giorni, dalla notizia della triste vicenda di Weinstein, che qualche grullo non tirasse in ballo il fatto che fosse ebreo. O che invece il "povero" Tariq non fosse la vittima di qualche fantomatico complotto sionista. Ed infatti, eccoLa qui, arzillo e pimpante. Senza quelli come Lei, se lo lasci scrivere, la vita non avrebbe lo stesso sapore. Fà grande onore al Suo soprannome. Cordiali saluti, Carlo A. Rossi

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    • Guido Esposito

      09 Novembre 2017 - 20:08

      "...E allora il Berlusca? "Ecco l'aspirante influencer grilliota, che dopo le praterie di Repubblica (gentilmente concesse da una pletora di scribacchini indecorosi e blogger da ergastolo) cerca di allargare i suoi pascoli al Foglio, ovviamente nel puro stile del piccione scagazzante. Già è tanto che non ci abbia messo di mezzo Renzi e/o il PD, ma è solo questione di tempo. E vai con i punti fragola della Casaleggio e Associati.

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    • Skybolt

      09 Novembre 2017 - 16:04

      Tutte le religioni sono inferiori. Sarà d'accordo con me.

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