La pace costa più della guerra

Il governo Usa ha speso per il piano di stimolo del 2009 più della guerra in Iraq

1 Febbraio 2018 alle 16:10

 

Quasi nove anni son trascorsi da quando l’allora presidente Obama promulgò uno degli stimoli fiscali più costosi della storia recente Usa per rianimare un’economia ancora profondamente prostrata dal crack del 2008. Gli americani non fecero in tempo a digerire il maxi salvataggio da 700 miliardi del loro sistema finanziario (poi ne verranno impiegati circa 450), deciso nel 2008 col programma Tarp, che il nuovo governo dovette farsi carico di sovvenzionare una straordinaria quantità di misure per stroncare la recessione e la sfiducia che stavano divorando il paese. Il Congresso approvò misure per oltre 780 miliardi. Dentro c’erano tagli fiscali per 288 miliardi, benefit per i disoccupati per altri 224, e 275 di fondi per contratti federali, forniture e prestiti. La ripresa arrivò e tutto è bene quel che finisce bene. Pure se a conti fatti l’ufficio del Congresso ha scoperto che l’American Recovery and Reinvestment Act, così si chiama la norma, è costato al contribuente più di quanto previsto: 840 miliardi dal 2009 a oggi. Per avere un termine di paragone, tredici anni di operazioni militari in Iraq, fra il 2002 e il 2014, sono costate meno, “appena” 812 miliardi. La pace è più costosa della guerra. Adesso l’hanno scoperto anche gli americani.

Maurizio Sgroi

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Dario

    Dario

    01 Febbraio 2018 - 21:09

    Non si capisce infatti lo spirito di questo articolo e del suo infelice titolo. La pace costa più della guerra. Embé? Un ospedale costa più di una caserma. Il fatto è che noi dovremmo costruire ospedali come ordinaria amministrazione, mentre le caserme dovrebbero essere l'extrema ratio. Sì lo so, che non è proprio così, ma questa dovrebbe essere la logica. Altrimenti vale tutto.

    Report

    Rispondi

  • branzanti

    01 Febbraio 2018 - 16:04

    Con tutto il rispetto il titolo (e direi tutto l'articolo) risulta decisamente provocatorio e fuorviante. Capisco il liberismo ideologico (che non c'entra nulla con la libertà economica ed il mercato), ma siamo alle critiche che vennero mosse a FDR per gli interventi che aiutarono gli americani a sopravvivere - nel vero senso del termine - alla grande depressione. Ne deduco che è preferibile lasciare la gente nella povertà totale, piuttosto che spendere soldi pubblici. Io ho il massimo rispetto per le idee di ognuno, chiedo solo che quell'ognuno si assuma le proprie responsabilità.

    Report

    Rispondi

Servizi