Personale sanitario a lavoro, con il vaccino AstraZeneca (Foto LaPresse)

Cattivi Scienziati

In ottima salute dopo 217 dosi di vaccino anti Covid: il caso

Enrico Bucci

Nessun effetto collaterale per il signore tedesco che ha deciso di farsi vaccinare centinaia di volte, falsificando la propria identità

Cosa succede se si ricevono in poco tempo oltre 200 dosi di vaccino contro SARS-CoV-2? Questa domanda sarebbe rimasta senza risposta, perché nessuna sperimentazione del genere potrebbe mai essere approvata da un comitato etico in nessun luogo; eppure, la follia di un singolo cittadino tedesco ha consentito di esaminare il risultato di una simile ipervaccinazione nell’uomo, così che il risultato di tale analisi ha potuto essere pubblicato su Lancet.


Sul soggetto coinvolto sappiamo molto poco, se non che è stato inizialmente indagato dalla procura tedesca, perché si credeva che volesse vendere ai novax i certificati di vaccinazione (si presentava sempre con nomi diversi); in realtà, tali certificati sono stati trovati a casa sua, e a quanto pare il procuratore ha lasciato cadere le accuse. In mancanza di altre informazioni, ogni ipotesi è buona, compresa quella di una psicosi della persona in questione; ma, anche nel caso di una condizione mentale non perfetta, il sessantenne coinvolto ha a quanto pare mostrato un’ottima disponibilità nei confronti dei ricercatori, che così hanno potuto condurre esami approfonditi. Vi ricordate tutte le bufale ampiamente circolanti riguardo “l’indebolimento del sistema immune” che sarebbe causato dai vaccini, e specialmente negli anni passati era una delle storie cui ricorrevano maggiormente coloro che non volevano assumere le necessarie dosi di richiamo? Ebbene, il sistema immune del signore in questione, nonostante le centinaia di dosi assunte, è risultato perfettamente integro e funzionale contro ogni antigene verso cui sia stato testato; nel caso del coronavirus, poi, la sua risposta è stata eccellente, superiore anche a chi aveva assunto tre dosi di vaccino, e anche dopo l’ultimo “richiamo” si è mostrato l’usuale risposta con aumento di anticorpi circolanti.


A parte gli aspetti immunologici, è interessante notare come il soggetto esaminato sia in ottima salute: nessuno degli effetti collaterali inventati dagli antivaccinisti (cancro o altro) si è osservato neppure in queste condizioni estreme e, a testimonianza della loro rarità, egli non è incorso nemmeno negli effetti collaterali dimostrati e noti. Ora, è ovvio che un simile tasso di vaccinazione è da irresponsabili, sia verso sé stessi sia verso gli altri cui si sottraggono dose utili; il signore, pertanto, merita tutta la nostra riprovazione, o, se del caso, un ricovero per disturbi mentali. È pure chiaro che siamo davanti a quello che si chiama un “case study”, cioè una singola evidenza non generalizzabile in nessun modo alla popolazione (come invece molti media si affrettano a fare, con titoli-scandalo). Però, una conclusione la possiamo tirare: a fronte della solidissima evidenza della sicurezza dei vaccini contro SARS-CoV-2 (e di tutti gli altri approvati), quanto osserviamo in questo caso di ipervaccinazioni con centinaia di dosi è perfettamente coerente e desta poca sorpresa; persino anzi le ipotesi teoricamente fondate di “esaurimento immunologico” in presenza di troppe esposizioni ripetute allo stesso antigene non trovano riscontro nel caso osservato, il che implica che, ove tali ipotesi siano valide, bisogna ancora determinare quali siano le condizioni in cui si realizzano effettivamente. E di certo i proclami sul “sistema immunitario indebolito” rilanciati dagli esperti di internet (come da certi pubblicatori di carta straccia sotto la veste di articolo scientifico su riviste più o meno predatorie o per merito di revisori più o meno distratti), ogni volta che si ha l’occasione di una verifica sperimentale cozzano con la realtà che qualcuno, ostinatamente, si ostina a negare.

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