Make America sick again
Un giudice ferma Kennedy jr sui vaccini. È una vittoria della scienza, ma la guerra non è finita
Un tribunale federale ha bloccato le modifiche al calendario vaccinale infantile imposte dal segretario alla Salute. Una buona notizia per la medicina e una rivincita delle procedure. Ma l'Amministrazione Trump ha già annunciato ricorso. Il prezzo dell'ideologia
C'è voluto un giudice federale per dire quello che pediatri, epidemiologi e medici di mezzo mondo ripetono da mesi: quello che Robert F. Kennedy jr sta facendo alla sanità pubblica americana non è una riforma, ma uno smantellamento. Ieri, il giudice Brian Murphy del distretto del Massachusetts ha bloccato le modifiche al calendario vaccinale pediatrico introdotte dal segretario alla Salute, e ha sospeso al contempo le nomine che quest'ultimo aveva fatto al comitato consultivo sulle vaccinazioni, l'Acip. Una vittoria della scienza e del buon senso: due cose che, nell'America di oggi, non si possono dare per scontate.
La vicenda è presto detta. Da quando Kennedy jr ha preso le redini dell'HHS, il dipartimento della Salute federale, ha proceduto a smantellare con metodica determinazione il sistema di raccomandazioni vaccinali che tutela i bambini americani da decenni. Ha ridotto le vaccinazioni raccomandate da diciassette a undici, ha messo in discussione il vaccino contro l'epatite B per i neonati, ha licenziato i membri dell'Acip – il panel di esperti indipendenti che consiglia i Centri per il controllo delle malattie – e li ha sostituiti con una corte di scettici, negazionisti e simpatizzanti del movimento no-vax. Tutto questo senza seguire le procedure previste dalla legge federale, bypassando il comitato o ignorandone i metodi scientifici consolidati. Il giudice Murphy lo ha messo nero su bianco in quarantacinque pagine: l'Acip si è allontanato da un processo decisionale "di natura scientifica e codificato nella legge attraverso requisiti procedurali". Kennedy jr ha sostituito i membri dell'Acip senza il vaglio rigoroso previsto dalla legge, ha modificato il calendario vaccinale aggirando del tutto il comitato (una "violazione tecnica e procedurale", secondo la corte) e ha abbandonato quei metodi scientifici che il diritto federale impone espressamente come garanzia.
L'American Academy of Pediatrics, l'American Medical Association (Ama) e altri grandi ordini professionali avevano fatto ricorso, e il tribunale ha dato loro ragione. L'Ama, il maggiore ordine professionale dei medici americani, ha definito la sentenza "un passo importante verso la protezione della salute degli americani, in particolare dei bambini". Parole misurate e sobrie. Ma chi segue questa storia, che va avanti da più di un anno, sa che non si tratta di una disputa burocratica su calendari e moduli. Riguarda invece il tentativo di portare l'irrazionalismo al governo della salute pubblica, di trasformare le istituzioni scientifiche in strumenti ideologici, di sostituire l'evidenza con il sospetto. Kennedy non è un outsider che vuole riformare il sistema: è un uomo che ha costruito la sua carriera pubblica sulla diffusione di teorie non suffragate dalla scienza sui vaccini, che ha alimentato la sfiducia verso la medicina istituzionale, e che in tutto questo ha tratto ingenti profitti dalla sua fondazione cavalcando l'onda della disinformazione sanitaria. La sua nomina a segretario alla Salute da parte di Donald Trump è stata la logica conseguenza di un percorso.
Il problema è che le conseguenze non si misurano in punti politici, ma in vite umane. Medici e genitori americani si sono trovati in un labirinto: le assicurazioni non sanno più cosa coprire, i pediatri non sanno cosa raccomandare, gli stati si organizzano in ordine sparso per preservare i calendari pre-Kennedy. Nel frattempo, le vacinazioni contro il morbillo – già ricomparso in focolai preoccupanti negli Stati Uniti – aspettano. Quelli per la pertosse aspettano. E malattie che la medicina del Novecento aveva quasi sconfitto hanno trovato qualcuno che ha riaperto loro la porta.
L'Amministrazione Trump farà ricorso, com'era prevedibile. Il portavoce dell'Hhs ha già annunciato che il governo "non vede l'ora che la decisione del giudice venga ribaltata". La battaglia giudiziaria continuerà. Ma per ora, almeno, c'è una sentenza che dice che la linea Kennedy jr non va. Non senza procedure, non senza basi scientifiche, non senza rispettare le regole che esistono proprio per proteggere i più vulnerabili da chi opensa che il potere politico sia sufficiente a riscrivere la biologia.
cattivi scienziati