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Pandemia in recessione. Si discute di come superare green pass e Cts

Giovanni Rodriquez

Mentre diminuiscono incidenza e indice Rt il Parlamento approva decreti già superati. Il governo pensa a come superare lo stato di emergenza dopo il 31 marzo, riducendo progressivamente anche l'uso del certificato verde

Continua a migliorare la situazione epidemiologica. L’incidenza settimanale scende a 672 casi per 100 mila abitanti rispetto ai 962 della scorsa settimana. In calo anche l’indice Rt ora a 0,77 rispetto allo 0,89 della precedente rilevazione. Il miglioramento riguarda anche l’occupazione dei posti letto ospedalieri di terapia intensiva che a livello nazionale è al 10,5 per cento rispetto al 13,4 per cento di sette giorni fa, così come i posti letto di area medica con occupazione al 22,2 per cento rispetto al 26,5 per cento della precedente ricognizione. Analizzando la situazione a livello regionale Abruzzo, Piemonte e Valle d’Aosta, attualmente in zona arancione, fanno registrare numeri da zona gialla. Migliorano anche Campania, Lombardia e Veneto che, nonostante permangano ancora in zona gialla, questa settimana fanno registrare dati da zona bianca. Bolzano per la seconda settimana consecutiva riporta dati da zona bianca. Infine, se Marche e Friuli Venezia Giulia dovessero confermare l’attuale trend, potrebbero abbandonare la zona arancione entro i prossimi 15 giorni. Questo il quadro tratteggiato dal report settimanale della Cabina di regia.

Prosegue dunque la flessione della curva mentre ci avviciniamo al 31 marzo, data in cui è stato fissato il termine dello stato di emergenza con il decreto convertito ieri in legge dalla Camera. Un provvedimento risalente allo scorso dicembre 2021 e già abbondantemente superato nei fatti. A partire dall’obbligo di indossare mascherine all’aperto anche in zona bianca, venuto meno con l’ordinanza del ministero della Salute lo scorso 10 febbraio; così come, ad esempio, sulla validità del green pass per i vaccinati e guariti, ridotta dal provvedimento da 9 a 6 mesi. Anche questa parte è stata successivamente superata con il decreto approvato lo scorso 2 febbraio in Consiglio dei ministri che estende a tempo indeterminato la validità del green pass per chi ha già ricevuto il booster o è guarito dopo aver completato il ciclo vaccinale primario. 

Da tempo si sta ormai creando un sfasamento tra i decreti esaminati dal parlamento e le misure in vigore per i cittadini. Il motivo è che in meno di due mesi Camera e Senato si sono ritrovati a dover lavorare su ben 5 diversi decreti legge tutti in materia di emergenza Covid approvati da precedenti Consigli dei ministri. Una modalità di lavoro che, tra l’altro, ha generato un vero e proprio labirinto normativo, oltre ad alimentare confusione tra le persone. Per non parlare del lavoro che si rende necessario per coordinare tra loro tutti questi provvedimenti.

La soluzione potrebbe essere quella di un Pandemic act. Un’idea già avanzata nei mesi scorsi, tra gli altri, dal giurista Sabino Cassese. Si dovrebbe dunque dar mandato agli uffici legislativi competenti di redigere un testo unico che semplifichi e renda omogeneo e leggibile il ginepraio di norme emanate a livello nazionale (tra decreti legge, dpcm e ordinanze ministeriali con annesse circolari) che rende ormai praticamente impossibile per chiunque capire quale sia lo stato dell’arte delle misure in vigore. Un’idea, questa, che sembra però trovare non pochi ostacoli dalle parti del ministero della Salute.

Tornando alla situazione Covid in Italia, dal prossimo 31 marzo con molta probabilità verrà meno lo stato di emergenza e verrà sciolto il Comitato tecnico scientifico. Dovrebbe invece rimanere in vigore il green pass, almeno fino alla prossima estate. Una decisione che trova conferma anche nella bocciatura dell’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia alla Camera al decreto che prolunga al 31 marzo lo stato di emergenza. La proposta puntava ad abbandonare il sistema di certificazione a partire dal 1 aprile. Questo non significa però che il green pass verrà mantenuto alle attuali condizioni. Con ogni probabilità verrà infatti eliminato l’obbligo di green pass per mangiare all’aperto in bar e ristoranti. La decisione potrebbe essere estesa anche alle attività sportive all’aperto. Si dovrà invece attendere probabilmente giugno per cinema, teatri e palestre. Anche l’accesso ai negozi potrebbe tornare ad essere libero da aprile, ma con ingressi contingentati. Già fissato invece al 15 giugno il termine di scadenza per l’obbligo vaccinale. Non si esclude però al momento che la misura possa essere prolungata in modo farsi trovare pronti al prossimo autunno

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