Roma, presentazione del progetto di restyling di via del Tritone e di via dei Due Macelli (LaPresse) 

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Parte il restyling di via del Tritone con i soldi della Rinascente, ecco come

Gianluca De Rosa

Si attende il giudizio del Tar del Lazio, ma mentre le liti proseguono e con un “ritardo da record” (il cronoprogramma parlava di settembre 2020) adesso i lavori cominceranno 

Marciapiedi più larghi, caditoie pulite da cima a fondo, carreggiate nuove di zecca. Partiranno il prossimo 22 febbraio il lavori per il restyling di via del Tritone. Un’operazione finanziata interamente dalla Rinascente che più di un anno fa ha donato 3 milioni per realizzare il progetto pensato dai dipendenti del dipartimento Simu di Roma Capitale. La sindaca Virginia Raggi, nel dicembre del 2019 sulla terrazza del grande magazzino annunciò sorridente: “Grazie alla sinergia e al contributo di Rinascente saranno riqualificate due importanti strade del centro storico della città (c’è anche via dei Due Macelli ndr), vicine a diversi punti d’interesse turistico e storico. Ancora una volta Roma promuove una lungimirante collaborazione tra pubblico e privato, per migliorare i servizi ai cittadini e la qualità della vita”.

  

Adesso con un “ritardo da record” (il cronoprogramma parlava di settembre 2020) i lavori cominceranno. Il progetto prevede l’allargamento dei marciapiedi, l’ampliamento degli spazi pedonali e la conseguente eliminazione di quasi tutti i parcheggi che si trovano attualmente su via dei Due Macelli.

   

Si inizierà il 22 febbraio dalla parte centrale di via del Tritone: da largo del Tritone al civico 47. Per questo primo tratto, stando a quanto scritto sulla determina della Polizia locale che ha fissato la chiusura di una parte della carreggiata, ci vorrà almeno fino al 31 maggio. Poi, almeno dal progetto, i lavori proseguiranno sulla prima parte di via dei Due Macelli (tra largo del Tritone e via Capo Le Case) e nei tratti di via del Tritone fino a largo Chigi e da largo del Tritone a piazza Barberini e da largo del Tritone a via della Stamperia. L’ultimo passaggio riguarderà via dei Due Macelli, tra via Capo Le Case e Piazza di Spagna.

 

Saranno probabilmente imbufaliti i residenti di uno dei palazzi vicini alla Rinascente su via dei Due Macelli che sin dalla realizzazione del grande magazzino hanno intrapreso una battaglia legale senza sosta.

   

Al centro della diatriba, la nuova terrazza che gli ha negato la vista su San Pietro. Adesso, i residenti irriducibili, guidati dall’ex ministro Paolo Savona, potrebbero trovarsi anche senza parcheggi (il progetto ne prevede l’eliminazione quasi totale). Nelle aule di tribuale continua comunque la loro battaglia. Inizialmente il Consiglio di stato (dopo i giudizi negativi del Tar) gli aveva dato per due volte ragione dichiarando nulli i permessi a costruire, trasformando di fatto la nuova terrazza in un abuso.

    

Il Campidoglio però ha emesso un terzo permesso, superando nuovamente l’irregolarità. Come mai? “Non lo chieda a me, dovrei diventare offensivo, ma non voglio esserlo: ma chi lo ha mai visto un atto amministrativo dichiarato nullo per due volte e reiterato per la terza?”, risponde sarcastico Federico Tedeschini, avvocato del manipolo di residenti. In realtà una spiegazione esiste e fa pensare che questa volta potrebbe essere la definitiva. Le pronunce del Consiglio di stato sfavorevoli alla Rinascente, infatti, si basavano su un’istruttoria della soprintendenza capitolina che, secondo i massimi giudici amministrativi, rendeva nulli i permessi a costruire.

  

Ebbene, quell’istruttoria è stata aggiornata. La nuova versione potrebbe evitare un nuovo impasse. “Mi pare senza senso che possa essere rinnovata un’istruttoria su un bene che ormai non c’è più (le costruzioni abbattute per realizzare la terrazza ndr)”, commenta Tedeschi che, comunque, ha impugnato anche questo nuovo permesso. Adesso, si attende adesso il giudizio del Tar del Lazio. Ma mentre la lite della terrazza prosegue, i lavori, almeno su via del Tritone hanno inizio.