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Il paradosso della Formula E, mentre si va a 30 km orari

All'Eur le buche costringono ad abbassare la velocità delle auto. Ma intanto ci si prepara al gran premio

25 Marzo 2018 alle 06:14

Il paradosso della Formula E, mentre si va a 30 km orari

La sindaca Raggi accoglie le auto della Formula E in Campidoglio (foto LaPresse)

Un Gran Premio di velocità per le strade della città che è costretta ad abbassare i limiti, di velocità appunto, per via delle buche che si sono aperte nell’asfalto. E’ il paradosso, uno dei tanti, della tappa romana del campionato mondiale di Formula E, la F1 delle monoposto elettriche, che si correrà per le strade dell’Eur il prossimo 14 aprile. Un paradosso a cui hanno dato la più plastica delle rappresentazioni alcuni cittadini del X Municipio che dopo aver protestato contro le condizioni disastrose di alcune delle strade fra Acilia e Ostia Antica hanno deciso di fare in proprio, comprare circa 800 sacchetti di asfalto e chiudersi da sé la buche. Una paradossale “disobbedienza civile” (si rischia addirittura una multa) rilanciata via social dove circolano le foto dei blitz firmati dalla misteriosa sigla “Tappa buche sovversive”. In attesa del fantasmagorico “Piano Marshall” annunciato dalla sindaca Virginia Raggi, ci si arrangia in proprio con pala, olio di gomito e autotassazione. Tutto questo mentre a qualche chilometro di distanza sono iniziati i lavori per l’asfaltatura delle strade dell’Eur dove fra tre settimane sfrecceranno i bolidi elettrici. Peccato che l’operazione comprenda anche la stesura di un manto di bitume, la più classica delle “romanelle”, sopra ai sampietrini in porfido dei marciapiedi delle vie intorno al Palazzo dei Congressi dove sorgerà la pit lane del circuito cittadino.

 

Quell’area, in un tutt’uno architettonico con la struttura razionalista progettata negli anni Trenta da Adalberto Libera per l’Esposizione Universale del 1942, sarebbe totalmente vincolata dalla Sovrintendenza, che però evidentemente non ha trovato nulla da ridire come fece invece tempo fa quando bloccò l’istallazione di alcune paline per la ricarica delle auto elettriche. Quelle no, l’asfalto steso sul porfido per far correre i bolidi della Formula E invece sì. Paradossi, appunto. E poco cambia se le spese sono a carico degli organizzatori che poi si occuperanno anche di ripristinare le condizioni iniziali delle strade. “Le gittate di cemento poggiano su un apposito letto di sabbia – ha spiegato l’assessore allo sport Daniele Frongia – quando l’asfalto sarà rimosso, queste non avranno alcun impatto sui sampietrini che quindi, entro il 22 aprile, torneranno ripuliti e come prima. Stessa procedura è stata eseguita con successo per i sampietrini del circuito di Formula E di Parigi, a Les Invalides”.

 

Nel frattempo, però, gli abitanti dell’Eur per tutto il mese di aprile dovranno fare i conti anche con le limitazioni alla circolazione e le deviazioni delle linee dei bus. Quello che, per paradossale che sia, capita da settimane a centinaia di migliaia di romani a causa di intere strade chiuse per l’emergenza buche. “Il Gp passerà e i lavori di manutenzione saranno fatti al più presto”, assicurano i tecnici dell’assessorato ai lavori pubblici. Il problema, però, è a che a Roma niente è più definitivo del temporaneo. Non si spiega altrimenti come sia possibile che alcuni parchi cittadini siano ancora chiusi a causa della neve caduta il 26 febbraio scorso mentre in molte strade ci siano ancora alberi a terra. “L’opera del Servizio Giardini continuerà anche nelle prossime settimane per interventi di maggior dettaglio”, si premurava di avvertire il Campidoglio soltanto lunedì a quasi un mese dalla nevicata. C’è da augurarsi che per togliere l’asfalto temporaneo della Formula E e ripristinare marciapiedi e caditoie ora coperte di bitume ci voglia meno. Altrimenti al primo nubifragio sarà la pioggia a ricordare a Virginia Raggi della Formula Paradosso.

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