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PREGHIERA
Si è dimesso il cuoco Redzepi: ora si dimettano anche i clienti dei ristoranti stellati
Il cuoco del Noma, uno dei più famosi ristoranti del mondo, ha lasciato la guida della cucina perché sopraffatto dalle accuse: 35 ex dipendenti denunciano di essere stati picchiati, presi a pugni e forchettate, minacciati in stile mafioso. Ma chi va a mangiare dove vige l'incubo costante delle ispezioni Michelin non può che essere complice
Si è dimesso Redzepi: ora si dimettano anche i clienti dei ristoranti stellati. Il cuoco del Noma, uno dei più famosi ristoranti del mondo, ha lasciato la guida della cucina perché sopraffatto dalle accuse: 35 ex dipendenti denunciano di essere stati picchiati, presi a pugni e forchettate, minacciati in stile mafioso. E’ il ritratto di un criminale? Io credo sia il ritratto di un pazzo, il prodotto di un sistema folle: la ristorazione stellata. Se devi preparare troppi piatti con troppi ingredienti, con l’incubo costante delle ispezioni Michelin, insomma se devi lavorare come un pazzo, finisce che diventi pazzo. I clienti sono complici e fomentatori. Perché alle stelle Michelin tengono furiosamente, frequentando questi ristoranti non perché sono buoni ma perché sono stellati.
Per status, per vanità, per stupidità. I clienti stimolano la violenza utilizzando un lessico bellico: si ostinano a chiamare i cuochi “chef”, come si trattasse di comandanti militari. Redzepi si è dimesso a Los Angeles dopo “un discorso alla brigata”. Dunque cos’era? Un colonnello dei marines? Questa visione della cucina come campo di battaglia non può non produrre feriti e psicopatici, tipo reduci del Vietnam. I clienti dei ristoranti stellati si dimettano e passino a locali dove si fa una cucina pacifica, non competitiva, sana innanzitutto di mente.