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L'orgoglio di dire no alla "no-show fee". Esercizio di libertà contro la prepotenza dei ristoratori

Camillo Langone

Non c’è bisogno di essere eroi per conservare un minimo di autonomia, per liberarsi da certe angherie

Esercizi di libertà. Non c’è bisogno di essere eroi (io non lo sono affatto) per conservare un minimo di autonomia. Le grandi libertà ci sono negate dal Leviatano: ad esempio non abbiamo la libertà di non pagare le tasse. Mentre le piccole libertà dipendono da noi: ad esempio possiamo liberarci dalle angherie dei ristoratori. Ho prenotato in un ristorante importante e mi hanno risposto così: “A garanzia della prenotazione Le chiediamo gentilmente l’invio dei dati della carta di credito. È possibile cancellare la prenotazione almeno 24 ore prima attraverso questo link oppure scrivendo a … o telefonando al ... I dati della carta di credito saranno utilizzati in caso di mancata presentazione o di cancellazione tardiva (con meno di 24 ore di anticipo) per prelevare l’importo di euro 100 a persona a titolo di no-show fee. Un cordiale saluto”. Si meritavano un cordiale vaffanculo e invece ho risposto urbanamente che il numero della mia carta di credito se lo potevano scordare, e che mi sarei comunque presentato all’ora convenuta. Ho azzardato, mi sono presentato, il tavolo c’era e ho pure mangiato benissimo. Se tutti fossero orgogliosi come me, i ristoratori, da prepotenti che sono diventati, tornerebbero accoglienti. E in meno del tempo che serve a friggere una chiacchiera (visto che siamo a Carnevale).

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).