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di Camillo Langone

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Rileggere Rothbard contro il Leviatano sanitario

"L'etica della libertà" è un libro totalmente contro le tasse, quasi totalmente contro le elezioni e contro gli intellettuali, l’espressione di un vigoroso estremismo libertario che oggi sembra defunto, o irreperibile, e comunque quasi illegale
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30 OCT 21
Immagine di Rileggere Rothbard contro il Leviatano sanitario

Murray N. Rothbard (Wikimedia Commons) 

“Anche se la maggioranza della popolazione approvasse specificamente ciascuna singola azione del governo, questo non rappresenterebbe altro che la tirannia della maggioranza”. È il più moderato dei cento passaggi da sottolineare in “L’etica della libertà” di Murray N. Rothbard (Liberilibri), monumento del pensiero anarco-individualista. Un librone che ha vari difetti (la lunghezza, l’antipatica parola “etica” nel titolo, l’antipatico secondo nome puntato…) e vari più grandi pregi a cominciare dall’attualità: uscito negli Usa nel 1982, i capitoli contro lo stato (la più pesante stroncatura dell’istituzione che abbia mai letto) sembrano scritti oggi, per questa epoca di Leviatano sanitario. È un libro totalmente contro le tasse, quasi totalmente contro le elezioni e contro gli intellettuali, è l’espressione di un vigoroso estremismo libertario che oggi mi sembra defunto, o irreperibile, e comunque ormai quasi illegale (mentre Rothbard era tutto meno che un bandito, era un tranquillo professore universitario con tanto di farfallino). Si consiglia di leggerlo di nascosto, a pagina 323 lo stato viene definito “un’istituzione profondamente antisociale che vive, come un parassita, delle attività produttive dei privati cittadini”, e il parassita potrebbe arrabbiarsi.

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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).