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Lode alla diversità

Tutto pare omologato all'uguaglianza. E in questa dittatura dell'uniformità ci annuso Prometeo e Satana

11 Luglio 2019 alle 06:01

Lode alla diversità

San Michele nemico di Satana, negli attacchi che ho subìto dopo le mie critiche al calcio femminile, all’invasionismo bergogliano e al prosecco ho trovato, incredibile ma vero, un elemento comune: l’ideologia dell’indistinzione. Non si tollera più l’esistenza di sessi diversi, religioni diverse, razze diverse, culture diverse, gusti diversi: tutto dev’essere identico. Me lo conferma un artista, peraltro eccellente, che non condivide la mia contrarietà alla femminilizzazione del palato (insita nel successo di prosecco e spritz) siccome “andiamo inesorabilmente verso un genere unico e una razza mischiata. In qualche modo ci stiamo uniformando, cancellando le differenze, in una frase, avvicinandoci a Dio. Non me par mal”. Purtroppo a me pare malissimo, ci annuso Prometeo e Satana, ci sento il “diventerete come Dio” sibilato dal Serpente ai progenitori. Cancellare le differenze significa, fra l’altro, cancellare i differenti (caso personale: i bergogliani mi vogliono cacciare dalla Chiesa, femministe e femministi esigono che mi sia impedito di scrivere...). San Michele nemico di Satana, proteggimi da chi, volendo sostituirsi a Dio, odia chi ama le bellissime differenze volute da Dio.

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Commenti all'articolo

  • joepelikan

    11 Luglio 2019 - 10:10

    Verissimo. La nuova dottrina gnostica ci vuole tutti identici. Non c'è niente di più opprimente e omologante del mantra orwelliano della diversità che, in realtà, significa omologazione.

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  • GianniM

    GianniM

    11 Luglio 2019 - 07:07

    Storicamente la negazione della diversità si è manifestata come affermazione esasperata dell'io (o del noi identitario). La difesa - legittima e necessaria - diventava pretesa assolutizzante. La ricerca di un equilibrio era però un traguardo comprensibile. Oggi assistiamo a un capovolgimento paradossale: si nega la diversità annullando le identità (sessuali, culturali, ecc.). Si proclama ad alta voce la tolleranza… praticando l'intolleranza. Il problema nasce da una trappola logica (che alcuni ambienti "liberal" hanno pianificato, altri ingenuamente subiscono), conosciuta come "affermazione del conseguente": ho timore che una categoria venga "discriminata" e anziché difenderne le peculiarità, le stempero. Difendo la donna, ma non in quanto donna: il femminismo uccide il femminino. Difendo l'omosessuale, ma non in quanto tale, con la sua carica trasgressiva: l'ideologia gay diventa perbenismo. Intolleranza verso i critici, ma anche verso chi si pretende di difendere.

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