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“I diritti dell’uomo contro il popolo”

Rimanere stritolati dalla macchina dell'immigrazione fino a sfociare nel collaborazionismo

13 Luglio 2019 alle 06:30

“I diritti dell’uomo contro il popolo”

Legga Jean-Louis Harouel, “I diritti dell’uomo contro il popolo” (Liberilibri), chi vuole sapere come definire gli entusiasti di Carola e degli sbarchi. Legga in particolare il quinto capitolo. Ne anticipo qualche riga: “Quando un popolo intruso utilizza i diritti dell’uomo contro il popolo di un Paese per strappargli dei vantaggi indebiti, per spossessarlo progressivamente del suo territorio, per sostituirglisi poco a poco, il popolo che viene spossessato verrà stritolato da quella meccanica. Tutti coloro che in questo Paese, nel nome della sacralità dei diritti dell’uomo, partecipano a tale meccanica distruttrice del proprio popolo a beneficio del popolo conquistatore, ne sono collaboratori. Fin dal tempo dell’occupazione tedesca, persone di questo genere si chiamano collabos”. Poi il giurista francese avanza proposte per arginare l’alluvione maomettana d’Europa. Ma io non sono un politico, sono un letterato, mi occupo di lingua, e mi accontento di trovare a pagina 83 la parola che stavo cercando: collaborazionisti.

Camillo Langone

Camillo Langone

Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).

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