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Il disfacimento del cristianesimo spiegato con un quadro

Il capolavoro di Nicola Samorì, artista religioso che ha spellato pittoricamente Cristo 

3 Aprile 2019 alle 06:05

Il disfacimento del cristianesimo spiegato con un quadro

Nicola Samorì, “Interno assoluto”

Leonardo è un pittore turistico (non so cosa fosse ai suoi tempi, non c’ero, non so se i suoi ritratti di travestiti risultassero meno melensi, ma oggi è un pittore per turisti e la recentissima scomparsa del particolarmente orrendo Salvator Mundi, comprato nel 2017 per 450 milioni di dollari da un ricco turista arabo, ha tutta l’aria di una sacrosanta nemesi). Nicola Samorì è un pittore religioso. Non ho capito bene di quale religione, ma è un pittore religioso. Si è dunque ispirato alla più turistica delle opere di Leonardo visibili in Italia, l’Ultima Cena, per realizzare un capolavoro sul disfacimento del cristianesimo. Si intitola “Interno assoluto”, è un olio e zolfo su rame lungo cinque metri e mezzo, enormità che si può ammirare in questi giorni proprio a Milano, proprio vicino a Santa Maria delle Grazie, in una mostra alle Stelline. Gli apostoli sono fantasmi: come i cristiani odierni che risultano sempre più indistinguibili dallo sfondo. Gesù è una silhouette, un profilo vuoto: Samorì lo ha dipinto e poi ha raschiato via l’olio, spellando Cristo pittoricamente così come in questi anni il clero lo ha spellato teologicamente, rimuovendone figura e messaggio per flirtare meglio coi non cristiani, con gli anti-cristiani. Però quella dell’artista non è una dissacrazione, è un’interpretazione/sublimazione della realtà. “Interno assoluto” sia considerato un testo per la meditazione quaresimale.

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Commenti all'articolo

  • Andrew

    03 Aprile 2019 - 13:01

    Mi considero un laico e liberale che sulla scia di Benedetto Croce non può non dirsi cristiano nella consapevolezza di essere il frutto di duemila anni di cultura occidentale. Ma che non può non dirsi perplesso e preoccupato se a mettere in discussione questa identità è un capo della Cristianità deciso a rinunciare alla identità occidentale in nome di una forma di misericordia globalizzata che rischia di trasformare la Chiesa in una Ong senza navi.

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