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Non chiamatela letteratura, ma galera!

Peggio dei poeti ci sono gli autori di racconti. E peggio di questi ultimi gli scrittori di gialli

15 Dicembre 2018 alle 06:12

Non chiamatela letteratura, ma galera!

Andrea Camilleri (foto LaPresse)

In ambito letterario, esiste una categoria peggiore dei poeti? Forse sì, ed è quella degli autori di racconti. Come la poesia, ma con l’aggravante del maggior numero di parole, il racconto è faticoso e autoritario, pretende attenzione. Il lettore viene sottoposto a un ricatto: o mi leggi dall’inizio alla fine, frase per frase, o non ne ricaverai nulla. Io non sopporto le pressioni e per questo preferisco i libri dove la lingua o il pensiero contano più della cosiddetta trama, quelli che, dalla Bibbia a “Fratelli d’Italia” di Arbasino, possono leggersi “ad apertura di libro”… Ora c’è in classifica un’antologia di racconti oltretutto gialli, scritti da specialisti quali Camilleri, Malvaldi, Recami. In ambito letterario, esiste una categoria peggiore degli autori di racconti? Forse sì, ed è quella degli autori di racconti gialli: perché ti costringono, per capirci qualcosa, a leggere non frase per frase ma addirittura parola per parola. Non la si chiami letteratura, bensì galera.

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Commenti all'articolo

  • Caterina

    Caterina

    15 Dicembre 2018 - 13:01

    Concordo con lei su “lingua e pensiero contano più...”, ma se ha un attimo scopra i racconti di William Trevor.

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  • agostinomanzi

    15 Dicembre 2018 - 07:07

    Temo che lei sottovaluti Checov e Munro. Per il resto sono d'accordo: viva Proust alla cui Recherce mancano solo i riferimenti numerici per ogni capoverso: invito un editore a inserirli, potremmo così citarlo senza la pena di dover dire frssi tipo "ombra fanciulle in fiore, a mezza pagina 306 almeno nella mia edizione, comunqie dopo che il Narratore ha detto a Gilberte quella frase su Balbec...". Le Sacre Scritture dovranno pure insegnare qualcosa... Proust, Ombra, 12, 34.

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