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Una vita come Paolo Massobrio

L’enogastronomo di Alessandria ebbe a sua volta come maestro Luigi Veronelli, l’inventore del mestiere di enogastronomo. Ma non lo si può definire il suo erede

26 Luglio 2018 alle 06:25

Una vita come Paolo Massobrio

Foto tratta dal profilo Facebook di Paolo Massobrio

Non potendo avere una vita come Tommaso Paradiso, comunque meno interessante da quando oltre a cantare parla, prego di averla come Paolo Massobrio, maestro più raggiungibile. L’enogastronomo di Alessandria ebbe a sua volta come maestro Luigi Veronelli, l’inventore del mestiere di enogastronomo. Non lo si può definire il suo erede, troppo diversi il carattere, la formazione, la scrittura, l’epoca, e però dei millanta che scrivono di bottiglie mi sembra il meno abissalmente distante: in entrambi si nota un interesse verso gli uomini del vino prima ancora che verso il vino. Ci sarebbe anche Carlo Petrini, lo so, ma il fondatore di Slow Food è un moralista mentre Veronelli era un libertino e Massobrio si accontenta di essere cattolico. Il suo “Golosario” è la bibbia delle cose buone d’Italia: quando vado in una città che non conosco o conosco poco apro il sito e trovo informazioni spesso irreperibili altrove su negozi, produttori, ristoranti, cantine. Adesso c’è una foto di lui con papillon di ordinanza e il fido Marco Gatti, sono seduti intorno a un tavolo rustico di legno, in un cortile monumentale della più bella Italia, e insieme alzano il bicchiere di rosso e sorridono: maestri di vita!

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    26 Luglio 2018 - 10:10

    Gianni Brera, forse un po’ esagerando per amore sviscerato verso il barbaresco, ogni tanto diceva agli amici che solo il vino rosso e’ degno di chiamarsi vino. Anche tu e l’illustre Maestro Massobrio la pensate così? Il mio povero padre non ha mai bevuto un bicchiere di bianco.

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