Prego che San Camillo difenda il gioco d'azzardo

“Solo per canaglie e miserabili, incapaci di autogovernarsi, c’è la politica”

14 Luglio 2018 alle 06:14

Prego che San Camillo difenda il gioco d'azzardo

Foto Pixabay

San Camillo, rieccoti, rieccomi come ogni anno che Dio mi concede. Quest’anno la tua festa coincide con una campagnetta governativa contro il gioco d’azzardo. Roba da poco: un divieto non del gioco ma della pubblicità al gioco e non totale bensì con eccezioni. San Camillo, da giovane ti rovinasti coi dadi e con le carte e fu la conseguente indigenza a spingerti a fare l’infermiere, allora mestiere infimo, e fu tra i malati che trovasti la santità. Davvero Dio scrive dritto sulle righe più storte. Prego dunque che un Santo, o almeno un Beato, scaturisca dalle stortissime slot che sopravviveranno tranquillamente ai divietini statali. E che il decreto semiproibizionista abbia come esergo questo pensiero di Manlio Sgalambro: “Solo per canaglie e miserabili, incapaci di autogovernarsi, c’è la politica”.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    14 Luglio 2018 - 12:12

    È sempre stato di grande consolazione quel vecchio detto che descriveva il lotto come tassa sull'ignoranza. Ci sarebbe da farci soldi per più finanziarie all'anno, con l'abbondanza di materia prima che ci ritroviamo ('il nostro petrolio!'), non fosse che l'azienda per la quale votano e servono i 5$ lo sa bene. E infatti la lotta al gioco resta una delle parti più disattese di un contratto fatto per essere disatteso.

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