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Contro Céline

Chiedo di metterlo agli atti! Solo che a differenza degli antifascisti credo nella libertà di espressione e non mi metto a strillare se “Bagatelle per un massacro” e gli altri testi antisemiti vengono ristampati

9 Gennaio 2018 alle 06:02

Contro Céline

Ero in un’altra casa e in un’altra città, non avevo i miei libri, non riuscivo a dormire e sono andato a guardare fra gli scaffali, ho trovato il “Voyage”, ho cominciato (non l’avevo mai fatto prima) a leggerlo e ho subito trovato una bestemmia. Ho abbandonato il volumone al suo polveroso destino e ho cominciato a scrivere questa preghiera per non lasciare l’esclusiva anticeliniana a ebrei e antifascisti. Ehi, ci sono anch’io! Chiedo di metterlo agli atti! Solo che a differenza degli antifascisti credo nella libertà di espressione e non mi metto a strillare se “Bagatelle per un massacro” e gli altri testi antisemiti vengono ristampati. Detesto i censori e i permalosi, gli ipersensibili, i delicatini che per non soffrire pretendono di tagliarti la lingua, credo che ognuno debba essere libero di dire ciò che pensa e ciò che sente. Io penso che Céline sia un grande scrittore e sento che mi fa leggermente schifo. Era pure un gattaro.

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Commenti all'articolo

  • giorgio.coen

    10 Gennaio 2018 - 09:09

    ma i grandi scrittori possono anche essere istigatori e venditori di odio che la gente comune assorbe e ne fa oggetto della propria identita' per il futuro. e' un problema mal risolvibile.

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  • Dario

    Dario

    09 Gennaio 2018 - 10:10

    In un altro autore, che amo e che so che anche lei, Langone, ama, e cioè Giuseppe Berto, è possibile trovare qualche bestemmia (in "Le opere di Dio", sic!, romanzo degli inizi). Ma in quel caso serva a definire nella maniera più realistica possibile il personaggio, un contadino veneto a cui la guerra toglie tutto, compresa la famiglia. Un anti-Giobbe, insomma, ma che proprio nella rivolta finisce per riaffermare Dio cogliendone l'imperscrutabilità dolorosa, il mistero tragico del male non giustificato, del castigo immeritato o della colpa incomprensibile.

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