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Davvero tutti gli scrittori italiani mancano di stile?

Fa bene Giorgio Ficara in “Lettere non italiane” (Bompiani) a lamentare la mancanza di stile di molti scrittori italiani, “dovuta precisamente a noncuranza morale: tutto in essi ci sembra monotono, uguale, scritto da un’unica mano. Oggi gli autori di certi romanzi sono riconoscibili unicamente dal nome sulla copertina”.

31 Maggio 2016 alle 06:18

Davvero tutti gli scrittori italiani mancano di stile?
Fa bene Giorgio Ficara in “Lettere non italiane” (Bompiani) a lamentare la mancanza di stile di molti scrittori italiani, “dovuta precisamente a noncuranza morale: tutto in essi ci sembra monotono, uguale, scritto da un’unica mano. Oggi gli autori di certi romanzi sono riconoscibili unicamente dal nome sulla copertina”. Fa male a citare, fra i pochi scrittori di stile, solo novantenni e ottantenni o quando va di lusso settantenni, dimenticandosi di Bugaro, Culicchia, Nesi, Nori, Picca, Santoni, oltre che di Camilla Baresani e Rosa Matteucci: per riconoscerli a me non serve la foto, mi basta una pagina, a volte mezza. E fa malissimo a non citare Geminello Alvi: fra tutti gli autori italiani da zero a cento anni è l’unico a costantemente definire “invasione dei mori” ciò che media e mondo ovinamente definiscono migrazione. Se non è stile questo… Insomma gli scrittori di stile non mancano, sono i lettori di stile a scarseggiare (mai visti Geminello, Rosa, Camilla in classifica). I critici letterari comincino a criticare i lettori: loro sì colpevoli di noncuranza morale.

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