L'attacco di Meloni: "Mattarella da ministro dell'Istruzione redigeva circolari sul tetto agli stranieri in classe"

La premier da Bruno Vespa. Sul deficit al 3,1 per cento: "Sono dispiaciuta". Riguardo alla lettera di Schlein: "Valuterò le proposte, lei è interlocutrice naturale. Conte? Sto ancora ripagando il superbonus". E Vannacci: "Rilancia propaganda russa contro di me, chiarisca". Mentre sulla legge elettorale: "Se non c'è fiducia ne prendo atto"

22 SET 26
Ultimo aggiornamento: 18:40
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"Quando il presidente della Repubblica era ministro dell'Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe, è una misura di buonsenso. Mi pare sia giusto portarla avanti". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervistata da Bruno Vespa nel programma Cinque Minuti e Porta a Porta (dove il conduttore andrà in onda con il braccio fasciato a causa di un piccolo indicente domestico di questa mattina).
La premier ha risposto a una domanda riguardo alle dichiarazioni del capo dello stato sul disegno di legge in lavorazione dal governo per porre un tetto al numero di stranieri nelle aule scolastiche. Il provvedimento potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri giovedì: "Ho letto un'interpretazione per cui le parole del presidente della Repubblica di ieri sarebbero state usate per contestare il governo", ha continuato la premier, aggiungendo:"Io non la leggo così. Dice che la scuola deve superare i ghetti. E il ghetto è molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe piena di bambini stranieri che non parlano la nostra lingua. Invece una distribuzione più equilibrata serve a impedire che un ragazzo straniero o italiano possa sentirsi dentro un ghetto".

La premier: "Divieto velo islamico è norma di buonsenso"

Nello stesso provvedimento è contenuto un passaggio per vietare il velo islamico, il burqua, nelle scuole. "Mi pare una misura di assurdo buon senso, che nulla ha a che fare con il tema della discriminazione, ha tanto a che fare invece con il tema di consentire a noi, ovviamente, di mettere a terra norme sacrosante anche per ragioni di sicurezza", ha detto Meloni a Porta a Porta, sempre da Bruno Vespa (l'intervista andrà in onda nella puntata di questa sera). "Sono norme che chiaramente servono anche per un fatto di sicurezza", ha aggiunto. "Provvedimenti simili che vietano di presentarsi a scuola o all'università, in molti casi anche negli uffici pubblici, con il volto coperto, esistono in mezza Europa. Esistono addirittura in una serie di Paesi a maggioranza islamica. Poi qui ci sarebbe anche un tema legato alle cosiddette pari opportunità, ai diritti della donna, che pure mi pregio di difendere. E mi fa un po' specie che spesso gli stessi che ci dicono che non difendiamo abbastanza i diritti delle donne perché magari io non mi faccio chiamare la presidenta, poi invece, di fronte a una misura del genere, non ritengano che il tema dei diritti delle donne vada affrontato".

Meloni sul deficit: "Sono chiaramente dispiaciuta"

La premier ha parlato dell'ultimo dato Istat sul rapporto deficit/Pil al 3,1 per cento, un punto sopra per riuscire a uscire dalla procedura di infrazione dell'Unione europea. "Sono chiaramente dispiaciuta", ha detto. "Il lavoro che abbiamo fatto è molto complesso: abbiamo ridotto il deficit dall'8.1 per cento all'attuale 3,08 per cento. Andremo avanti per la tabella di marcia".
"L'Istat – prosegue Meloni – rivede anche le stime di crescita del 2024: ci dissero che era stata dello 0,7. Era invece dell'1,1 per cento. È accaduto tutti gli anni, che dopo anni sono state riviste al rialzo le stime della crescita. Non so se l'Istat sottostima italiani o il governo. Mi dispiacerebbe molto se questo accadesse anche tra due anni e si scoprisse che in realtà siamo sotto al 3 per cento ma le stime erano troppo prudenti".

Meloni: "Nella lettera di Schlein proposte sensate. Lei mia interlocutrice naturale. Conte? Stiamo ancora pagando i debiti

La premier poi ha parlato della lettera che le è stata inviata dalla segretaria del Partito democratico Elly Schlein: "Per quello che mi riguarda ho detto e ribadisco che sono tutte proposte che intendo valutare senza pregiudizi, sicuramente non quei pregiudizi che, diciamo, ho visto da parte dell'opposizione molto spesso sulle nostre proposte, sulle nostre iniziative, compreso l'ambito del quale si parla". E continua: "Ci sono delle proposte che mi sembrano sensate e ragionevoli e sono disposta ad approfondirle".
Sulla leadership di Schlein, Meloni gioca a fare le primarie: "Oggi il segretario del principale partito di opposizione è evidentemente un interlocutore naturale per me, ma non perché io scelga i miei interlocutori, ma perché io riconosco e rispetto gli interlocutori che i cittadini scelgono e in questo caso è ovviamente il segretario del partito di maggioranza relativa nell'opposizione è l'interlocutore naturale".
Meloni però ha parlato anche dell'altro leader del campo largo, Giuseppe Conte. In merito al bollo auto e all'esenzione annunciata per il 2027: "Ho sentito anche accuse abbastanza gravi: 'Dobbiamo pagare la campagna elettorale...' Quando sento una frase del genere da esponenti del Movimento 5 stelle, atteso che sto ancora cercando di pagare i 200 miliardi di euro di bonus edilizi che abbiamo utilizzato per consentire a Giuseppe Conte di dire che le persone potevano gratuitamente ristrutturare la loro casa, mi fa abbastanza sorridere".
E aggiunge: "Quindi è falso, niente viene tagliato alla sanità regionale e se i presidenti delle regioni della sinistra ritengono che questa misura sia così vergognosa possono sempre decidere di non aderire, rifiutare il contributo dello stato e far pagare il bollo, ma temo che non lo faranno, giustamente spero che non lo faranno", ha aggiunto. Per la premier "la misura che costa 2,4 miliardi non viene pagata dalle regioni. Le regioni vengono rimborsate dallo stato per le risorse che non chiaramente raccolgono con il bollo auto. Quindi mi pare chiaramente che le critiche che sto ascoltando da diversi presidenti di regione, particolarmente dei partiti dell'opposizione, siano ovviamente, insomma, siano in questo caso strumentali, mettiamola così".

"Le elezioni? Dicono voto anticipato per levarci dalle scatole", dice la premier. Sulla legge elettorale: "Se non ci sarà la fiducia ne prendiamo atto"

Meloni poi risponde a una domanda sul voto anticipato: "Perché tutti sono convinti che non si arrivi a scadenza della legislatura? Perché non vedono l'ora di levarcisi dalle scatole..", scherza. E sulla legge elettorale: "Io non credo che ci si possa cucire addosso le leggi elettorali, perché la gente ti vota se ti vuole votare, se non ti vuole votare, non c'è legge elettorale che tenga. Solo che nel tentativo di vincere delle elezioni, quando la gente non ti vuole votare, ti giochi pure la faccia, che è comunque la cosa più preziosa che abbiamo".
Il ddl ora è in discussione nella Commissione Affari costituzionali alla Camera. La presidente del Consiglio aggiunge: "Tornare a scegliere il parlamentare è una grande vittoria", dice sulle preferenze, ma "è ovvio che se non c'è la fiducia al governo ne dovremmo prendere atto".

Meloni su Vannacci: "Rilancia propaganda russa contro di me: chiarisca"

Meloni parla poi di Roberto Vannacci: "Non ho elementi per sostenere una cosa del genere, non la sostengo", dice riferendosi all'accusa che sia "il cavallo di Troia di Mosca". "Ma – aggiunge la premier– alcune pagine rilanciate da Vannacci hanno usato argomenti proprio della più vergognosa propaganda russa contro di me, di avere una relazione col presidente ucraina o di fare uso di droghe". Per questo: "Quando ho trovato questi contenuti mi sono interrogata. Credo che sia legittimo aspettarsi da uno che si definisce patriota parole molto chiare. Accuse così infamanti contro chi rappresenta l'Italia sono accuse di fronte a cui un patriota alza la testa. Finora è rimasto in silenzio".

La premier sulla prossima manovra: "Al lavoro per confermar la detassazione degli aumenti contrattuali"

Meloni ha poi parlato della prossima manovra di Bilancio: "Nel privato abbiamo fatto la detassazione degli aumenti contrattuali, portata al 5 per cento", ha detto. Aggiungendo: "Dagli studi che ha il ministero del Lavoro, la misura ha riguardato oltre quattro milioni di lavoratori che hanno avuto un aumento grazie a questa misura. È una risultato che voglio confermare nella prossima legge di bilancio. Piano piano stiamo recuperando con i salari".