Vannacci: “Le donne meglio senza gonna. Voglio incontrare Vance. Contatti con il M5S. Dialogo con tutti”

Il leader di Futuro nazionale: “Mi danno del sionista e del servo di Israele, si mettano d’accordo. Offendere un ebreo non è più grave che offendere un cattolico, un buddista e un islamico". E a Meloni consiglia di votare ad aprile

22 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:10
Immagine di Vannacci: “Le donne meglio senza gonna. Voglio incontrare Vance. Contatti con il M5S. Dialogo con tutti”

Foto ANSA

Vannacci le preferisce “senza”. Parla con Il Foglio, il generale “patriarcato”. E’ meglio sposare una donna con la gonna lunga o corta? “Meglio senza gonna”. In America incontrerà il vice di Trump, Vance? “Perché no?”. Lei è un antisemita? “Ho lavorato con gli israeliani nel mio passato, non ho motivo di essere antisemita”. M5s e Lega la pensano come lei sull’Ucraina e la Russia, vi ritroverete insieme? “Fn è aperto a dialogare con chiunque si ritrovi all’interno delle linee rosse tracciate”. Ha contatti con il M5s? “Ho avuti contatti. A Strasburgo ho avuto uno scambio con Tridico insieme ad alcuni giornalisti”. Vannacci, di chi è servo? “Cavallo di Troia, razzista, misogino, omofobo… mi fanno pubblicità”. Avete capito cosa può accadere?
Se Meloni dovesse chiudere la porta a Futuro Nazionale, si potrebbe escludere un governo M5s-Avs-Lega-Fn? Ascoltate cosa dice Vannacci, quando gli chiedo se continua a sentire Salvini e se con Conte (che “non sa distinguere un carro armato da un tagliaerba” e che “non ha mai fatto il servizio militare”; è il vero rimprovero di Vannacci) si possa trovare un accordo. Sente ancora Salvini? “No, da quando ho lasciato la Lega, a parte il messaggio di auguri che gli ho mandato per il suo compleanno e che non ha avuto risposta. Io non ho problemi con nessuno e la mano sono stato io, a Cernobbio, a porgerla l’ultima volta”. Un giorno vi ritroverete con Lega e M5s? “Le intese si fanno su punti specifici e cronopianificati di un programma, non su intenzioni e pacche sulle spalle. Il ‘basta armi’ e risorse all’Ucraina è uno dei punti del nostro programma, associato al supporto negoziale della crisi. La pace non può essere pro-russa. Non ci sono condizioni migliori per la pace che adesso, ora! Non perdiamo altro tempo e non cediamo altro spazio ai russi”. Lo sa che parla come Conte? “Non so se Conte mi copi. Se lo fa, sono contento”. Gli ricordo che Conte è il premier capace di firmare i decreti sicurezza con Salvini e che non avrebbe problemi a prendere ripetizioni o darle o a offrire la sua competenza e sperimentare governi giallo-verdi-neri. Vannacci ne prende allora le distanze, sull’economia, sui conti, che in Italia è una sfumatura: “Per quanto riguarda il governo, visti i risultati da lui conseguiti e sintetizzabili in 160 miliardi di debiti, le ripetizioni preferisco prenderle da qualcun altro”. Ne offre a chi dice che Vannacci non lavori, che non esiste un suo segno, una sua legge in Europa. Ne offre anche all’IA che documenta la sua inattività: “All’intelligenza artificiale, preferisco la naturale. Il mio inattivismo a Bruxelles è falso. Non sono relatore di un dossier legislativo perché i dossier vengono assegnati in base alla rappresentatività dei gruppi politici, e tenendo conto del cordone sanitario, al mio gruppo non vengono assegnati dossier”. Dice di sognare questo titolo a nove colonne: “Vorrei un titolone a piena pagina. ‘Vannacci archivia il green deal’”. Sta cercando contatti con l’amministrazione americana e conta di incontrare il vice di Trump, Vance: “Perché no? L’America è il nostro più grande partner commerciale, nonché alleato (su molti punti), ma non mi limiterei. Mi piacerebbe incontrare altri esponenti di paesi stranieri: Brasile, Argentina, Nord Africa, India, Cina, Russia, Canada…”. Si è sempre parlato dei rapporti di Vannacci con la destra, delle telefonate (mancate) con Meloni, ma mai dei contatti a sinistra. Vannacci, lei è mai stato cercato dall’opposizione? Da un esponente del M5s? “No, o meglio, ho avuto contatti con dei parlamentari, ma non rappresentanti ufficiali del partito. Su extraprofitti, patrimonio, eredità, ho avuto uno scambio con Tridico insieme ai giornalisti”. Quando gli giro una delle critiche che gli vengono rivolte da FdI, quel suo muro social pieno di sporcizia antisemita, risponde che “mi danno del sionista e del servo di Israele, si mettano d’accordo. Guardi che ci sono più commenti che mi accusano di sionismo che altro, guardi bene. Personalmente con gli israeliani ci ho anche lavorato nel mio passato professionale, e non ho motivo per essere antisemita. Sono anche in contatto con diversi rappresentanti delle comunità ebraiche presenti in Italia, ma nessuno mi convincerà che offendere un ebreo possa essere più grave che offendere un cattolico, un buddista e un islamico. Così come mai nessuno mi potrà convincere che uccidere una donna possa essere più grave che uccidere un uomo”. Difende la Palestina? “Mai difeso”. Mi manda la foto del libro che sta leggendo “Immigration. mythes et réalités” di Pouvreau-Monti, e consiglia a Meloni di votare presto, ma premette: “Per noi è indifferente. Meloni, che non è stolta, deve battere la sinistra. La sinistra ora è in crisi, disunita, scollegata, con la paura di un intruso che potrebbe scompaginare il disordine già esistente. Votare ad aprile-maggio significa imporre loro l’iniziativa da destra, forzarli a fare le primarie. In ogni caso FN cresce sino ad aprile, e se si va a settembre ancora di più”. Dopo le classi separate, cosa offre a Meloni? “Illegale un giorno, illegale tutta la vita: chi entra clandestinamente in Italia, non potrà mai, a vita essere regolarizzato”. La inseguono? Mi hanno inseguito più volte, sotto i proiettili”. La copiano? “Se non sei originale vali poco e non sorprendi”. Come il patriarcato mediterraneo o la gonna … “Vado a prendere mia figlia”. E la gonna? “Meglio senza”.