Bonelli avverte il Pd: “No armi a Kyiv, l'accordo non è scontato. Avs non sarà vittima della morsa tra Conte e Schlein"

Il leader di Alleanza verdi sinistra manda messaggi al campo largo: "Il 18 ottobre presentiamo le nostre proposte". E apre al terzo nome:  "No alle primarie. Il programma? Noi ci siamo, serve accelerare. I leader di Pd e M5s ci dicano quando vogliono sedersi al tavolo. Schlein? Sbagliata la lettera a Meloni"

22 SET 26
Ultimo aggiornamento: 11:33
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Per uscire dall’impasse primarie, Angelo Bonelli rilancia: “Serve un’intesa politica”. Sulle armi a Kyiv ribadisce: “Non voteremo mai a favore”. E un accordo con Pd e M5s su questo tema si troverà? “Non è scontato, vedremo, ne discuteremo come abbiamo sempre fatto”.
Il leader di Avs parla al Foglio e manda segnali agli alleati, a Elly Schlein e Giuseppe Conte. Onorevole, lo avete prenotato questo tavolo, dopo Nova è arrivato il momento del programma? “Noi siamo disponibili da subito. Meloni è ormai in campagna elettorale e questo dovrebbe indurre anche le altre forze politiche ad accelerare”, risponde Bonelli. “Abbiamo sempre favorito un processo di avvicinamento tra Conte e Schlein, ma Avs non può ritrovarsi vittima di questa morsa a tenaglia, che deriva dalla loro contesa. Per questo il 18 ottobre presenteremo a Roma le nostre proposte”. Dalla giustizia sociale a quella ambientale, sono il frutto del lavoro di iscritti e parlamentari, oltre agli spunti che arrivano dalla piattaforma online Decidiamo. “Se poi nel frattempo ci sarà la volontà di vedersi, già in questi giorni, bene. Non ci siamo mai sottratti”.
La morsa di cui parla Bonelli è quella che deriva dalla sfida tra Schlein e Conte. Le primarie sono inevitabili? O un terzo nome è ancora possibile? “Conte e Schlein godono entrambi della nostra stima e fiducia. Ma noi, come abbiamo sempre detto, preferiremmo un’intesa politica”, dice il leader verde, che non vuole sbilanciarsi su nomi e federatori. “Non saprei nemmeno chi indicare. Il punto è discuterne insieme. Purtroppo siamo qui a constatare che si preferiscono le primarie. Personalmente sono convinto che i gazebo sarebbero negativi, perché inevitabilmente portano a caratterizzare le differenze, con tutta una serie di conseguenze sugli elettorati. Questo ci preoccupa enormemente e dovrebbero preoccuparsene anche i leader di Pd e M5s”, ragiona ancora Bonelli.
Se davvero ci saranno le primarie, comunque, anche Avs a quel punto sarà della partita: girano già vari nomi, anche quello di Francesca Albanese. “Se partecipare lo decideremo collettivamente a tempo debito. Il punto oggi è che i problemi di tipo programmatico e politico si risolvono con la politica”. Il principale resta la politica estera. Sul no al riarmo, all’aumento delle spese Nato al 5 per cento, c’è una visione comune. Dividono le armi a Kyiv, con Avs che ha una posizione simile – se non del tutto sovrapponibile – a quella di Conte e dei militanti M5s, che si sono espressi nel corso di Nova: fermamente contrari a nuovi pacchetti militari. “Avs non può certo andare al governo e votare provvedimenti a cui si è opposta fino a oggi”, scandisce Bonelli. “E’ chiaro che la Russia ha violato il diritto internazionale e noi siamo a favore delle sanzioni, a non comprare il gas di Putin né oggi né domani, così come pensiamo all’uso degli asset russi congelati per la ricostruzione dell’Ucraina. La guerra però non finirà con la sconfitta militare dell’uno o dell’altro. Serve una svolta diplomatica”. Con il Pd, che vuole continuare a sostenere Kyiv anche con le armi, arriverà una sintesi? “Non è scontato, ci confronteremo e si vedrà. Certo sarà necessario un elemento di discontinuità rispetto a questo governo”. Tanto più per marcare la distanza da “questa destra becera e populista, che rincorre Vannacci sulla pelle dei bambini. Meloni ha ormai tolto la maschera. Credo voglia farci votare ad aprile, ma è indecente che non lo dica, solo per provare a mettere in difficoltà l’opposizione”.
Eppure Schlein ha deciso qualche giorno fa di scrivere alla premier, offrendo collaborazione sull’energia. E’ stato un errore? “Nel merito sono proposte condivisibili, alcune sono anche nostre. Ma di fronte a chi ha distrutto le politiche climatiche ed energetiche, in una fase così delicata, io avrei fatto diversamente. Sarebbe stata auspicabile la condivisione di questa scelta”, ribatte il portavoce verde. Che negli ultimi giorni, suo malgrado, è stato preso di mira da Vincenzo De Luca: secondo il sindaco di Salerno Bonelli porta sfiga. “E’ un cafone a cui non saprei cosa rispondere. Mi ha lasciato sbigottito questo attacco, visto che non mi è stata mossa alcuna accusa politica, che sarebbe stata pure legittima. Il punto vero è un altro”. Quale? “Ho anche subito una shitstorm, insulti. Sono stato attaccato perché avrei un’aria triste, malinconica. Questa modalità di costruire odio, attraverso il bodyshaming, è vergognosa. In un parco ieri hanno chiesto a mia figlia, di 10 anni, se è iettatrice come suo padre. Ho passato tutta la giornata a spiegarle che in giro c’è gente un po’ strana. De Luca rifletta sulle sue parole”.