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Le dichiarazioni •
Valditara: "Il tetto agli stranieri riguarderà chi non conosce l'italiano. La fuga dei bianchi mi preoccupa"
Parlando al Corriere, il ministro dell'Istruzione e del Merito ha spiegato il provvedimento atteso in Cdm giovedì: "I limiti si applicheranno anche agli studenti con passaporto europeo. Il divieto del burqa? Simbolo della mentalità patriarcale. E' una questione di civiltà"

Foto Ansa
"Stiamo lavorando agli ultimi dettagli ma il provvedimento avrà come elemento centrale la conoscenza dell'italiano e ci saranno criteri oggettivi per stabilire a chi si applica". Così ha parlato il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in un'intervista al Corriere della Sera riferendosi al nuovo dl atteso per giovedì in Consiglio dei ministri che dovrebbe fissare per legge, oggi c'è solo una circolare inapplicata dal 2010, il tetto massimo del 30 per cento agli alunni stranieri nelle classi, come aveva annunciato la stessa presidente del Consiglio qualche giorno fa dal palco di Fenix. "I limiti - ha spiegato - non si applicheranno agli studenti che hanno frequentato la scuola dell'infanzia ed entrano in prima elementare o a quanti hanno frequentato positivamente alcuni anni di scuola, perché si può pensare che abbiano acquisito una certa conoscenza dell'italiano. E si applicheranno anche agli studenti con passaporto europeo". "Le classi con più del 20 per cento di studenti stranieri neoarrivati - ha aggiunto Valditara - che non conoscono la nostra lingua sono poco meno di mille, per lo più alle elementari. Per queste abbiamo formato e assunto docenti specializzati. Sono invece 34 mila quelle con almeno il 30 per cento di alunni stranieri, ma come ho detto la norma riguardera solo quelli che non conoscono adeguatamente la nostra lingua".
Dal Quirinale però è arrivato un monito contrario. Proprio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, ha voluto sottolineare che "la scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati" e che il suo compito è quello di stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere". Valditara pur definendo il discorso del Capo dello stato "bellissimo", non sembra intenzionato a tornare indietro perché, ha spiegato, il "fenomeno del white flight, letteralmente la fuga dei bianchi, mi preoccupa molto: c’è a livello mondiale ma riguarda anche I’Italia. Se riduciamo a percentuali equilibrate la presenza di studenti che non parlano la nostra lingua, gli altri studenti potrebbero tornare. Per questo trovo senza costrutto le polemiche della sinistra: qui c'è il rischio di scivolare verso I'Alabama degli anni ’50, con le scuole ghetto, quelle della segregazione". E ha risposto a chi accusa il governo di accelerare sulla norma per arginare Vannacci a destra: "Noi non facciamo retorica ma fatti concreti. E lavoriamo su questi temi da ben prima di FnV. La norma sul potenziamento della lingua per gli stranieri neoarrivati, che ho fortementevoluto, è dello scorso anno".
La norma dovrebbe prevedere anche l'obbligo di studiare l'italiano anche per i genitori degli studenti stranieri: "Se a casa parli arabo - ha detto il ministro - dimentichi quello che hai fatto a scuola. Gli studi internazionali ci dicono che è importante che i genitori conoscano la lingua e seguano ciò che i figlia fanno a scuola". Sul divieto che di indossare il burqa e il niqab, anche questo dovrebbe essere inserito nel decreto, Valditara è netto: "E' una questione di civiltà, mi dispiace per chi fa polemica, ma il burqa è il simbolo della mentalità patriarcale violenta che considera la donna una non persona e che noi come Lega abbiamo sempre avversato. I nostri valori dicono che la libertà della donna non è negoziabile". Sulle inevitabili difficoltà organizzative che porterà il nuovo decreto, Valditara ha spiegato che la norma attribuirà un "ruolo di coordinamento dinamento agli uffici scolastici territoriali che potranno spostare gli studenti in eccesso ad altra scuola di prossimita, come già avviene oggi per gli studenti italiani in sovrannumero. Non sara più possibile I'inerzia. Inoltre prevediamo un preciso modello organizzativo". "E' chiaro - ha concluso - che ci sarà la possibilità di una deroga laddove non sarà possibile spostarli in scuole vicine, ma la norma è cogente. Per questi casi è previsto uno stanziamento di alcuni milioni per assumere docenti per potenziare Iitaliano degli stranieri che restano nella stessa scuola. Non stiamo facendo annunci, ma costruendo un sistema concepito per funzionare".
