Meloni Insciallah. Sicurezza e islam pure nel programma di FdI. Ma Mattarella la frena: “No a ghetti e barriere a scuola”

La premier vuole accelerare con il tetto agli studenti stranieri e il divieto di burka, ma dal Quirinale arriva un monito contrario. FdI riproporrà il suo ddl (simile a quello della Lega). Si studiano interventi anche su sicurezza e legittima difesa. La strategia dell'indifferenza verso Vannacci

21 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:35 PM
Immagine di Meloni Insciallah. Sicurezza e islam pure nel programma di FdI. Ma Mattarella la frena: “No a ghetti e barriere a scuola”
Il cielo è sempre più blu ma l’agenda è sempre più scura, securitaria. Non è un caso che Giorgia Meloni abbia deciso di chiudere (con le note di Rino Gaetano) l’ottava edizione di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, parlando di “limite di stranieri nelle classi” e di “divieto di burka e niqab” negli istituti. Anche se il presidente Mattarella è sembrato frenare intervenendo, all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, di scuola che “tesse dialogo e cultura tra persone. No a ghetti e barriere”. Negli stessi minuti in cui Meloni teneva il discorso, Matteo Salvini e Roberto Vannacci s’arrabattavano come potevano per vellicare l’elettorato con proposte su sicurezza e immigrazione. Il primo, a Pontida, ha persino fatto salire sul palco un gruppo di attiviste anti islamiche di burka vestite. E’ servito a poco, visto che oggi la parola islam sui giornali era associata solo all’annuncio della premier. Nelle ultime settimane c’è stata un’interlocuzione tra Meloni e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara (in quota leghista). E quest’intervento sul limite di stranieri per ogni classe (nel Cdm di giovedì la prescrizione già vigente dovrebbe essere rafforzata, ma sarà valevole solo per i non italiani che non parlano la lingua), così come sul divieto di burka, serve alla premier per cercare di presidiare un campo su cui a destra di FdI c’è stato un certo fermento.
A fine agosto il Carroccio ha cavalcato con forza il caso della moschea di Venezia. E’ stata l’occasione per Salvini per rilanciare in Parlamento un disegno di legge a cui sta lavorando la Lega e che prevede proprio il divieto di nuove moschee in tutta Italia. Battaglia che potrebbe rafforzarsi con Salvini in corsa per la riconferma al congresso straordinario (“Mi piacerebbe si tenesse a Milano", ha detto stasera). Anche i vannacciani hanno battuto molto sul tasto, pure nella contro manifestazione che hanno tenuto a Bari in contemporanea alla festa di FdI per il record di governo. Così Meloni si è convinta che non si potesse solo subire. E oltre all’annuncio fatto a Fenix ai suoi ha chiesto anche di rispolverare quel vecchio ddl depositato alla Camera un anno fa, a prima firma Sara Kelany, che punta a introdurre tutta una serie di procedure e controlli più stringenti per l’apertura di nuovi istituti di culto islamico. Un testo più light rispetto a quello leghista ma con l’obiettivo di arrivare a vietare l’utilizzo del velo integrale praticamente ovunque. Era stata Kelany stessa a rilanciare il testo rilanciando un’intervista al Tempo la scorsa settimana, per preparare il campo all’annuncio di domenica. Il dossier “islamizzazione”, a ogni modo, non sarà l’unica ricetta per cercare di non perdere terreno a destra. La maggioranza, infatti, sta ancora lavorando a una norma per estendere i margini e l’applicazione della legittima difesa. Qualcosa che era stato promesso sull’onda della condanna del gioielliere Mario Roggero, ma che è tornato d’attualità con un nuovo caso registrato nel weekend a Baldissero d’Alba, in provincia di Cuneo. In realtà se FdI e Lega (e Fn) su questo punto sembrano essere allineate, a opporsi nel centrodestra è Forza Italia. Anche se, ironia della sorte, uno dei forzisti più trasparenti nel denunciare la torsione giustizialista sul caso Roggero, il deputato siciliano Tommaso Calderone,  è passato proprio con Futuro nazionale (a proposito di Forza Italia, oggi Tajani si è scusato per la frase sulle donne “affidabili” da sposare e quelle meno affidabili con la gonna corta: “Da parte mia non c’è mai stata volontà di offendere”). Di certo c’è che, nelle intenzioni dei vertici di Fratelli d’Italia, bisognerà insistere sul connubio sicurezza e immigrazione a lungo, per di più con l’avvicinarsi del voto, il prossimo anno. Anche per questo le misure anti radicalizzazione islamica, oltre a essere approvate e rivendicate, potrebbero poi essere implementate nel programma elettorale da sottoporre agli italiani. Così come tutto il capitolo sui respingimenti e le espulsioni. Sempre che non venga rispolverato il famigerato “blocco navale” (presente nel programma del 2022). O si posticipi alla prossima legislatura l’apertura dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che il ministro dell’Interno Piantedosi, pur con la scarsa collaborazione delle regioni di centrosinistra che si oppongono, spera si sblocchi. Modi per cercare di sgonfiare il consenso di Vannacci. Che Meloni punta a ignorare: nel discorso a Fenix non l’ha mai citato, sebbene lo consideri parte dell’opposizione. Una indifferenza che invece la premier non riserverà a Elly Schlein e Giuseppe Conte, designati entrambi come rivali (lo si è visto anche nel discorso di domenica). Almeno fino a quando alimentare una rivalità con entrambi li porterà ad acuire i sospetti e la competizione tutta interna al campo largo.