Ansa

in puglia

Emiliano frenato dai membri “di sinistra” del Csm

Annarita Digiorgio

Negata l’autorizzazione all’aspettativa all'ex governatore. A questo punto o torna in procura, o si fa nominare assessore da qualche altra parte. Il Csm, tra l’altro, già in passato lo aveva sanzionato, impedendogli di far parte di un partito politico finché non avesse lasciato la magistratura

Il Csm ha aspettato l’esito del referendum per deliberare sul caso Emiliano. L’ex governatore, pm che dopo vent’anni di politica, senza essersi mai dimesso dalla magistratura, ha chiesto un altro anno di aspettativa in attesa delle politiche del 2027, per le quali Schlein gli avrebbe promesso un posto blindato. Per averlo, il neo presidente della Puglia, Antonio Decaro (che non lo ha voluto candidare nelle sue liste né nominare assessore), si è inventato una nomina a consigliere giuridico da centomila euro l’anno, con delega all’Ilva e alle crisi industriali. Ma ieri il Csm ha negato l’autorizzazione all’aspettativa, non riconoscendo il ruolo designato. A questo punto Emiliano o torna in procura, o si fa nominare assessore da qualche altra parte.

Già in passato, infatti, nei pochi mesi di vacanza tra il mandato da sindaco di Bari e quello da governatore della Puglia, per non dover tornare a indossare la toga si fece nominare assessore alla Legalità al comune di San Severo. Senza mai dimettersi. Ieri a votare contro la richiesta di Emiliano sono stati proprio i membri “di sinistra” del Csm, preoccupati di dover rispondere di un eventuale occhio di riguardo verso il collega di area. Del resto, lo stesso Emiliano, per evitare attriti, durante questa campagna referendaria ha fatto solo qualche iniziativa sporadica per il “No”. Nella difficoltà di dire se interveniva come magistrato o come politico, è rimasto abbastanza in sordina.

Il Csm, tra l’altro, già in passato lo aveva sanzionato, impedendogli di far parte di un partito politico finché non avesse lasciato la magistratura. Principio stabilito, nel suo caso, anche dalla Corte costituzionale. A questo punto si spera che gli riescano a trovare un incarico politico, che sarà sempre meno pericoloso del suo rientro in procura. Eppure non serve una riforma costituzionale per separare le carriere tra magistrato e politico.

Di più su questi argomenti: